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Flussi 2006 - Reggio Emilia: la situazione davanti agli uffici postali
A Reggio Emilia le code sono iniziate da sabato scorso. Le notti scorse gli immigrati sono rimasti al freddo e sotto la neve.
In queste settimane a fornire le spiegazioni per la compilazione delle domande il Cafè Babele, un servizio di informazioni, di ristoro e servizi igienici offerto al Laboratorio AQ16. Ogni domenica mattina, proprio di fronte al Laboratorio, si svolge un mercato in cui si ritrovano centinaia di immigrati, soprattutto di origine ucraina.
ore 10.10 Ufficio centrale
La testimonianza di Federica.
[ audio ]
Riceviamo e pubblichiamo da Caffè Babele:
Il Decreto Flussi 2006 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale sancisce che nella provincia di Reggio Emilia potranno essere solo fra 600 e 700 i lavoratori regolarizzati. Le domande compilate sono state migliaia. Evidente la necessità di essere fra i primi ad entrare in posta. Immediata la formazione delle file iniziata già da sabato sera in tutte le poste abilitate a Reggio Emilia e provincia.
Andrei, un ragazzo moldavo in Italia da quattro anni racconta ”è da sabato sera che abbiamo iniziato a prendere posto davanti all’ufficio, abbiamo dormito in macchina e fatto i turni fra amici”. Nella maggior parte degli uffici postali i migranti in attesa si sono organizzati facendo girare una lista nella quale viene posta la firma, autoregolamentando in questo modo il numero di arrivo e il diritto di precedenza per consegnare il kit. Ogni due o tre ore viene fatto un appello e chi non è presente, o chi per lui, perde il posto. Nell’attesa di consegnare il modulo i migranti si confrontano sulla compilazione del kit. Alcuni li abbiamo incontrati in questi giorni per compilare la domanda e nel riconoscerci ci mostrano i moduli da controllare dei loro “compagni di avventura”. Ci accorgiamo che un errore frequente, nonostante la compilazione sia stata fatta da parte di commercialisti, è stato quello della trascrizione sul cedolino dell’assicurata del codice istanza visto anche le informazioni discordanti. Abbiamo notato che il numero riportato non corrispondeva a nessuna delle due formulazioni considerate valide come riportato dalla CGIL di Padova riferito dalla Prefettura dopo la consultazione con il Ministero degli Interni. Questo ha naturalmente dettato una maggiore preoccupazione, vista l’impossibilità di procurarsi nuovi cedolini. Ulteriore preoccupazione è dovuta al fatto che non finirà tutto con la presentazione del kit. Anche i fortunati che riusciranno ad ottenere il nulla osta dovranno poi pensare a come ritornare al paese di origine visto che la maggior parte delle domande viene presentata da migranti che già vivono e lavorano in Italia da alcuni anni.
Proponiamo due interviste nelle quali abbiamo provato ad approfondire anche le modalità di ritorno al paese di origine.
L’intervista a Marina, di origine ucraina è stata realizzata domenica a Caffè Babele
L’intervista a Donato, di origine albanese è stata realizzata domenica notte alle poste
[ martedì 14 marzo 2006 ]
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