Fvg, gli immigrati raddoppieranno nel 2010
Erano 60mila l’anno scorso, sono 69mila quest’anno. Moltiplicate le ricongiunzioni famili
dal Piccolo del 14 dicembre 2005
L’assessore Roberto Antonaz ha presentato l’annuario statistico commissionato dalla Regione all’Istituto di ricerche economiche e sociali.
TRIESTE - Erano quasi 60 mila alla fine dell’anno scorso (oggi dovrebbero aggirarsi intorno ai 69 mila) e il loro numero potrebbe raddoppiare nel 2010: questa la linea di tendenza degli immigrati stranieri nel Friuli Venezia Giulia, come prevista dall’annuario statistico che la Regione ha commissionato all’Istituto di ricerche economiche e sociali e che è stato presentato ieri dall’assessore Roberto Antonaz. Una «proiezione» – è stato sottolineato da Stefano Bertoni, ricercatore dell’Ires – basata sul ritmo di crescita delle residenze degli stranieri fra il 1996 (quando si registrarono meno di 20 mila unità) e il 2004.
Il dato (59.168 residenti, pari al 5% della popolazione regionale e con un incremento di 7400 unità da un anno all’altro) pone il Friuli Venezia Giulia in una posizione mediana in campo nazionale. Una peculiarità regionale le provenienze: in testa i Paesi balcanici (capofila l’Albania con 9.488 unità, 13% in più dell’anno precedente). Seguono Serbia-Montenegro, Romania, Croazia, Bosnia-Erzegovina; seguono Ghana, Marocco, Ucraina e, con 1500 unità, la Cina.
Assai alta la presenza delle donne, che totalizzano l’86% dell’emigrazione dall’Ucraina. E passando dalle residenze effettive ai permessi di soggiorno rilasciati dalle questure (che l’anno scorso risultavano 76.409, con un aumento del 23,1% rispetto al 2003) la presenza femminile appare ancora più evidente: la media è del 48%, con una punta del 57,3% a Pordenone (e ascrivibile alle mogli degli americani della base di Aviano).
Mercato del lavoro. Nel corso del 2004 sono state quasi 26 mila in regione le assunzioni complessive riguardanti i lavoratori extra-comunitari. Il saldo derivante dalla differenza fra assunzioni e cessazioni è positivo su tutto il territorio regionale, ed è indicativo di una progressiva stabilizzazione della componente immigrata sul locale mercato del lavoro. Così in provincia di Udine, dove le assunzioni sono state l’anno scorso 9212 e le cessazioni 8067, il saldo positivo è di 1145 unità; nel Pordenonese (8846 assunzioni e 7079 cessazioni) è stato di 1767 unità; nell’Isontino (3374 assunzioni, 2798 cessazioni) di 576 unità; a Trieste di 631 (4533 le assunzioni, 3902 le cessazioni). In tutto il Friuli Venezia Giulia: 25.965 assunzioni e 21.846 cessazioni, con un saldo attivo di 4119 unità.
Interessanti anche le previsioni d’assunzione per il 2005: esse raggiungono infatti, per quanto riguarda il personale extra-comunitario, il massimo valore d’incidenza con il 40,7 per cento. Nelle previsioni delle due assunzioni su cinque sarebbero dunque relative a cittadini immigrati. Perciò il Friuli Venezia Giulia sopravvanza in questa graduatoria l’Emilia Romagna, che si colloca al secondo posto con il 33,9% (laddove la media nazionale è pari al 28,7%).
Ulteriore segno di stabilizzazione: è diminuito del 21,8% da un anno all’altro il totale delle rimesse ai Paesi d’origine (mentre il dato nazionale segna un aumento del 79,4%): ciò vuol dire che la gran parte degli immigrati ha ricostituito qui la propria famiglia. Ed ecco risultano aumentati del 22 per cento, da un anno all’altro, i bambini stranieri iscritti alle scuole infantili, del 26% alla scuola primaria, del 23,5% alla scuola secondaria di primo grado e del 29% alla scuola secondaria di secondo grado.
Giorgio Pison
[ mercoledì 14 dicembre 2005 ]
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