GRADISCA. «Questa struttura è l’emblema delle contraddizioni di questo pianeta». Non ha usato troppi giri di parole don Andrea Bellavite per descrivere il Cpt durante il momento di preghiera andato in scena nel pomeriggio di ieri proprio a due passi dall’ex caserma Polonio di via Udine. Circa una cinquantina di persone ha aderito all’invito formulato dal settimanale “Voce isontina”, dalla Comunità Arcobaleno di Gorizia e dal centro d’accoglienza per stranieri “Ernesto Balducci” di Zugliano per esprimere il loro civile dissenso contro la struttura che dovrebbe essere aperta entro un paio di mesi.
Un gesto semplice e informale, dal grande valore simbolico: una lettura dal Vangelo di Matteo, una dal libro del Profeta Isaia, alcuni interventi al microfono, un lumino acceso per tutti, per ricordare che la luce è anche accoglienza e fraternità.
Oltre a don Andrea Bellavite, direttore di “Voce isontina”, e a don Pierluigi Di Piazza del centro “Balducci”, erano presenti il parroco di Sagrado don Giovanni Sponton e diverse autorità politiche locali: l’assessore regionale Roberto Antonaz, l’assessore provinciale Silvano Buttignon, il sindaco di Gradisca Franco Tommasini e i consiglieri comunali Giampiero La Torre, Giovanni Boscarol e Greta Defend. Nessun rappresentante, invece, della parrocchia di Gradisca: un’assenza che ha destato un po’ di stupore. Presenti, invece, alcuni rappresentanti dei movimenti pacifisti operanti sul territorio.
Da Betlemme a Gradisca. Un solo striscione è stato esposto durante la manifestazione, ma molto significativo: “Betlemme anno 0, Gradisca 2006”, un parallelo riassunto da un passo del Vangelo di Luca («non c’era posto per loro in albergo», in riferimento alla notte della Nascita di Gesù) e da una frase dello stesso Gesù Cristo («Ogni volta che non avete accolto uno di questi fratelli non avete accolto me»).
Gli interventi. Parole forti da don Pierluigi Di Piazza: «Leggere il Vangelo di fronte a questo muro ci porta a considerare che il muro più grande è quello che divide i paesi ricchi da quelli poveri: un muro che in questi anni si è allargato ancora di più. Questo muro è specchio di quel muro: molte persone vengono qui in cerca di un po’ di fortuna e alcuni, invece, preferiscono dire: “Stiano a casa loro”.
Qualcuno dice, inoltre: “Aiutiamoli là, perché così non vengono qui da noi”, ma nella Finanziaria siamo all’ultimo posto con lo 0,11% per l’aiuto ai paesi poveri». L’assessore regionale Antonaz ha invece parlato di «profonda contraddizione fra questa Regione, che si è data una regola sull’immigrazione fra le più avanzate e questa costruzione».
Chiusura di don Andrea Bellavite: «Il profeta Isaia scriveva 2 mila 700 anni fa, in un momento molto difficile di guerra e violenze: 2 mila 700 anni dopo constatiamo le stesse problematiche e lo stesso buio che incombe». Un attimo dopo, alcuni lumini vengono deposti davanti all’ingresso del Cpt: una fiammella di speranza, una piccola luce per cercare d’illuminare le coscienze.
Giuseppe Pisano