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Bologna - Siamo tutti smontatori
Presentato in Consiglio Comunale un OdG in solidarietà allo smontaggio del CPT Mattei
Giovedì 23 marzo si tiene la seconda udienza del processo per lo smontaggio del CPT di Via Mattei.
Per spezzare il silenzio dell’amministrazione locale sul CPT di Via Mattei, i consiglieri comunali di Rifondazione Comunista, Verdi e Cantiere hanno accolto l’invito degli smontatori a presentare un ordine del giorno che chiede di affrontare il tema del centro di detenzione temporanea di Bologna e di esprimersi sui meriti dell’iniziativa di smontaggio del 25 gennaio 2002.
L’ordine del giorno è stato presentato oggi pomeriggio in Consiglio Comunale. [ Leggi l’odg ].
Il testo reputa l’azione di smontaggio, "come le altre esercitate dai cittadini che si sono opposti all’apertura di un CPT nel nostro territorio, un bene per la democrazia " ed esprime "sincera solidarietà" agli smontatori ed alle smontatrici.
L’odg è stato presentato da Valerio Monteventi consigliere indipendente e sottoscritto da Roberto Sconciafroni (PrC); Roberto Panzacchi (Verdi) e Serafino D’Onofrio (Il Cantiere). I quattro consiglieri hanno
devoluto il proprio gettone di presenza alle spese di difesa legale delle 47 persone sotto processo.
Presenti nella sala del Consiglio le ragazze e i ragazzi del TPO, che indossavano una maglietta con la scritta "Ho smontato un CPT. E lo rifarei!" ed hanno distribuito ai presenti una lettera aperta alla città scritta dagli smontatori e smontatrici.
Gli smontatori accusano la Giunta di colpevole silenzio e responsabilità verso la presenza del CPT, una ferita aperta che l’amministrazione comunale continua ad ignorare.
Infatti, se durante la campagna elettorale del 2004 il candidato sindaco del centro sinistra si dichiarava contrario ai CPT e garantiva il proprio impegno per il loro superamento, una volta eletto, Cofferati e la sua Giunta hanno sistematicamente perso ogni occasione per prendere posizione sugli abusi e sulle violenze che trapelano ciclicamente dai muri invalicabili dell’ex Caserma Chiarini. Non solo, in meno di tre mesi sono stati varati provvedimenti ed ordinanze - lo sgombero delle baracche dei "clandestini" e le multe ai lavavetri abusivi - che hanno fatto aumentare i trattenimenti nel CPT.
Con il processo allo smontaggio del CPT si vuole trasformare un’atto di umanità sostenuto da centinaia e centinaia di persone in un reato con pesanti condanne penali per 47 persone.
Gli smontatori e le smontatrici sostengono che questo processo debba essere in primis "l’occasione per esprimere il rifiuto di un pericoloso tentativo di criminalizzare gli smontatori" ma anche il segnale che è arrivato il momento che le forze politiche che amministrano questa città riflettano seriamente su tutte le contraddizioni della detenzione amministrativa e affrontino la chiusura dei CPT come un argomento di discussione centrale per chi si candida a governare questo paese."
[ lunedì 20 marzo 2006 ]
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