(ANSA) - TRIESTE, 2 MAR - Solidarietà al consigliere regionale dei Verdi Alessandro Metz, ferito durante gli scontri del 28 febbraio scorso durante una manifestazione indetta davanti al Cpt di Gradisca (Gorizia) è stata espressa oggi dal presidente del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, il quale ha però espresso la solidarietà sua e della maggioranza anche per le forze dell’ ordine, ribadendo "contrarietà e condanna per ogni azione illegale". Illy ha spiegato la propria posizione sugli incidenti stamani al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, durante il "question time", rispondendo a un quesito posto dal consigliere di An Luca Ciriani, e precisando di parlare a nome della maggioranza e della Giunta. Illy ha inoltre annunciato di avere chiesto e ottenuto dalla Prefettura e dalla Questura di Gorizia precise informazioni su quanto accaduto, ma di non poterle rivelare, "per rispetto - ha precisato - del segreto istruttorio". La vicenda è infatti oggetto di un’ indagine da parte della magistratura. "Esprimo solidarietà al consigliere Metz - ha esordito Illy - perché colpito in condizioni inaspettate, mentre stava andando a parlare con il responsabile delle forze dell’ ordine. Ma la solidarietà va anche alle forze dell’ ordine - ha proseguito - che da un lato devono garantire il diritto a manifestare, ma dall’ altro anche il diritto degli altri cittadini di transitare".
Illy ha ribadito - come già fatto durante le recenti proteste dei metalmeccanici - di non ritenere in alcun modo "giustificabile il ricorso ad azioni illegali, danneggiamenti e blocchi stradali, e quindi anche all’ impedimento ai lavoratori della cooperativa Minerva di svolgere il proprio lavoro. E’ come se qualcuno - ha aggiunto - se la prendesse con le guardie carcerarie perché c’ è in carcere qualcuno detenuto ingiustamente". Chiamato poi a commentare alcune affermazioni del consigliere Metz, che aveva pubblicamente annunciato l’ intenzione di organizzare "evasioni di massa" dalla struttura, Illy ha detto di sperare "che fossero dettate dal tentativo estremo di evitare l’ apertura del Cpt", ma che questo aspetto "sarà comunque oggetto di attenzione della magistratura, e Metz ne risponderà in quella sede. Comunque anche queste dichiarazioni - ha puntualizzato - rientrano non nell’ azione illegale in sé, ma nell’ incitazione a svolgere azioni illegali, che trovano certamente condanna da parte Giunta regionale". Illy ha poi colto l’ occasione per precisare la posizione della Regione sul centro di Gradisca. "Noi non abbiamo una contrarietà aprioristica ai Cpt - ha precisato - necessari a svolgere un’ azione di contrasto al fenomeno della clandestinità, condizione fissata dagli accordi di Schengen. Ciò non toglie - ha aggiunto - che riteniamo che vadano costruiti e gestiti in modo da rispettare i diritti umani, cosa che non sempre succede, e che viene messa in dubbio da chi ha visitato queste strutture, ravvisandovi similitudini con il regime carcerario. Del resto, altri dicono che dentro i Cpt vi sono frequenti sommosse, perciò è necessario che le strutture possano far fronte a queste situazioni. Per quanto riguarda, nello specifico, il centro di Gradisca - ha spiegato ancora il presidente - la Regione ha espresso un parere non favorevole per vari motivi: il primo, la sua sensibilità alla questione delle migrazioni", e ha citato in proposito la diaspora dei friulani e quella degli esuli giuliano-dalmati. "Il secondo motivo - ha proseguito Illy - è che, vista l’ adesione della Slovenia all’ Ue e il suo ingresso nell’ area Schengen a partire dal prossimo anno, realizzare qui un Cpt significava e significa dare un segnale di sfiducia sulla capacità della vicina Repubblica di controllare le frontiere, posto che la vigilanza spetterà alla Slovenia in via prioritaria". Il presidente regionale ha poi ricordato la mancanza di alcuna richiesta di parere alla Regione, motivo che ha condotto ad un ricorso al Tar contro la procedura, giudicata illegittima. "Vi è poi - ha puntualizzato - un altro motivo, emerso negli ultimi mesi e già esposto al ministro Pisanu, e cioé la diseconomicità di questo Cpt, creato per ospitare 250 persone ma che, se il governo onorerà l’ impegno ad ospitarvi solo i clandestini individuati in quest’ area, si troverebbe a non ospitare mai più di qualche decina di persone alla volta. Per questo - ha concluso - abbiamo ribadito la richiesta di non procedere all’ apertura e, in vista delle imminenti elezioni, ritengo che sarebbe quanto mai opportuno rinviare a dopo la sua attivazione".
SU MOTIVI CONTRARIETA’ A STRUTTURA RESTA RADICALE DISSENSO
(ANSA) - TRIESTE, 2 MAR - Un giudizio positivo sulle dichiarazioni fatte questa mattina al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia dal presidente Riccardo Illy sul Centro di Permanenza temporanea di Gradisca d’Isonzo (Gorizia) è stata espressa in una nota dai consiglieri regionali di Rifondazione Comunista. "Oggi il presidente - sottolineano Kristian Franzil, Pio De Angelis e Igor Canciani - ha richiamato la posizione di contrarietà della maggioranza all’ apertura del Cpt di Gradisca ricordando anche l’ illegalità della procedura amministrativa messa in campo dal Governo per nascondere l’ avanzare dei lavori, ben sapendo che è una struttura non voluta dal territorio, così come positiva è la richiesta di non aprirlo almeno fino alle elezioni, proposta lanciata dal movimento a cui ci associamo. Sul resto - aggiunge la nota - sui motivi per cui si arrivi a queste conclusioni, resta un radicale dissenso". "Non crediamo nell’ ipocrisia di pensare di non averli qui - si legge ancora nel documento - ma di spostarli in Slovenia. I Cpt vanno semplicemente chiusi". I consiglieri del Prc hanno quindi ricordato la manifestazione contro il Cpt di sabato prossimo a Gorizia. "Chiediamo alla Giunta, tutti i gruppi consigliari regionali, alla Provincia e ai sindaci - conclude la nota - di partecipare e di sostenere il movimento, nella convinzione che anche quello sia uno dei luoghi in cui svolgere il nostro incarico a fianco dei cittadini". (ANSA).
CPT GRADISCA;VERDI BOLOGNA SOLIDALI CON FRIULI
(ANSA) - BOLOGNA, 2 MAR - La federazione dei Verdi di Bologna ha espresso "con forza" la propria solidarietà a tutti i manifestanti e in particolare ad Alessandro Metz, consigliere regionale dei Verdi in Friuli Venezia Giulia, "per la violenza subita da parte delle forze dell’ordine mentre stava parlando con personale della Digos e cercando chiaramente di stemperare gli animi e la tensione durante la manifestazione contro l’ apertura del Cpt di Gradisca d’Isonzo, avvenuta martedì". Anche a Bologna - sottolineano i Verdi del capoluogo emiliano - "esiste un luogo di sospensione del diritto e di reclusione coatta per uomini e donne colpevoli di aver lasciato il proprio paese d’origine per cercare una vita migliore, una speranza. Non é bastato denunciarlo e nemmeno smontarlo; ma non si deve assolutamente smettere di ricordare la sospensione della libertà e le continue violazioni dei diritti umani nei confronti di quelle persone migranti che sono rinchiuse in questi moderni lager". "Sappiamo - prosegue la nota dei Verdi - che l’attuale legge Bossi-Fini non fa altro che peggiorare una situazione inaugurata dalla Legge Turco-Napolitano, legge che i Verdi a suo tempo avevano sostenuto; ma oggi, vedendo le nefaste conseguenze, i Verdi chiedono una radicale rimodulazione di tutta la normativa sull’immigrazione a partire dalla chiusura incondizionata dei Cpt e del blocco alla costruzione di nuove strutture, o di prossima apertura, come quella di Gradisca D’Isonzo. Ecco perché azioni come quelle esercitate dall’ Assemblea Permanente contro i Cpt del Fvg fanno bene alla democrazia non solo di questo paese". (ANSA).