La mattina del 13 dicembre 2005 si terrà presso il Tribunale di Bologna l’udienza preliminare del processo contro 47 smontatori e smontatrici del Centro di Permanenza Temporanea per migranti di Via Mattei.
Il 25 gennaio del 2002 insieme ad altre centinaia di persone entrammo nell’ex Caserma Chiarini di Via Mattei a Bologna dove erano in corso i lavori per la costruzione del nuovo CPT.
Erano giorni in cui eravamo in pochi a spendere una parola contro queste nuove strutture che successivamente sarebbero state definite come una conseguenza di aberrazioni giuridiche e normative.
Da tempo eravamo a conoscenza di altri centri sul territorio italiano, come quelli di Porta Galeria a
Roma o di via Corelli a Milano e le nostre voci mai si erano stancate di denunciare, inascoltate, la sospensione della libertà e le continue violazioni dei diritti umani nei confronti di quelle persone migranti che là venivano rinchiuse.
Ora anche nella democratica Bologna si sarebbe inaugurato un luogo di sospensione del diritto e di reclusione
coatta per uomini e donne colpevoli di aver lasciato il proprio paese
d’origine per cercare una vita migliore, una speranza.
Entrammo quella mattina in un carcere a tutti gli effetti, con tanto di gabbie a cielo aperto e celle di detenzione.
Dietro i muri appena intonacati e i sanitari in acciaio satinato quella struttura tutto assomigliava tranne
che ad un centro di accoglienza.
Smontammo tutto, il più possibile, pezzo per pezzo..
La nostra indignazione era così forte di fronte a
quella struttura da farci venire in mente i peggiori esempi di disumanità operati dagli Stati e dalle Società occidentali del ’900: un campo di detenzione con prevalenza etnica come quelli che la storia ci ha insegnato a disprezzare.
Lo smontaggio fu considerato un’azione eclatante ed ebbe riverberi in tutta Europa. Parallelamente numerose
inchieste giornalistiche e denuncie fatte dalle stesse associazioni umanitarie e cattoliche confermavano il fatto che i CPT erano luoghi di non diritto, di tortura, di assenza di dignità.
Ancora oggi questi luoghi non sono stati chiusi e altri ancora sono in costruzione come quelli di Gradisca D’Isonzo e Bari. Con la Legge Bossi-Fini i CPT sono diventati senza alcun dubbio delle prigioni etniche speciali per immigrati, un luogo dove si continua ad essere privati della libertà
personale per il solo fatto di essere privi di permesso di soggiorno, senza il controllo di un giudice terzo e con la violazione continua dei diritti umani.
Nel corso di questi anni un vasto movimento di idee ha
sottoposto a severa critica l’istituzione di luoghi di detenzione impropriamente definiti di "Permanenza Temporanea", sul rilievo di lacune costituzionali che non consentirebbero l’esistenza stessa di tali luoghi, destinati di fatto al concentramento e alla reclusione di
cittadini stranieri.
Sei mesi fa quattordici presidenti di Regione si sono riuniti a Bari in un forum ed hanno chiesto, insieme a movimenti ed associazioni la chiusura definitiva dei centri di permanenza temporanea.
A Bologna il 13 dicembre 2005 si apre un processo in cui,
chi per primo si è impegnato mettendo le proprie convinzioni e i propri corpi in gioco per questa battaglia, rischia un numero impressionante di anni di carcere e di dover corrispondere un risarcimento per danneggiamenti pari a 277.000,00 €‚ al Ministero dell’Interno.
Questo processo vede sul banco degli imputati l’umanità
radicale e senza compromessi di coloro che decisero di non abbassare lo sguardo. La nostra azione ruppe la routine della denuncia rassegnata a rimanere atto verbale, del dissenso che non diventa disobbedienza civile. Mettemo i nostri corpi come ostacoli concreti alla realizzazione del prossimo lager.
Quel giorno decidemmo di disobbedire alle leggi per un senso di giustizia superiore in virtù di una concezione che vede le costituzioni, statuali ed extrastatuali, come
processi inconclusi, emendabili con battaglie e richieste di libertà di milioni di uomini e di donne.
L’azione delle Procure ha visto in questo straordinario momento di attiva partecipazione, di riscoperta della politica in prima persona, di esposizione in pubblico dei propri convincimenti, solamente un’iniziativa praticata da "vandali" o "teppisti".
Si sono costruite centinaia di accuse, processi, richieste
di misure cautelari.
Ultimamente ci hanno chiamato delinquenti abituali.
A noi, tutt’al più, piace definirci richiedenti abituali,
di pace, di diritti, di libertà.
Sono questi i motivi per cui nel nostro Paese è necessario un provvedimento urgente di Amnistia e di Indulto generalizzati. Una pronuncia seria da parte del mondo politico sull’Amnistia, la rinuncia del Ministero dell’Interno a costituirsi parte civile in questo procedimento e la chiusura dei Centri di Permanenza Temporanea in quanto luoghi contrastanti con i requisiti
minimi di uno stato democratico, sarebbero degli atti giusti e necessari all’alba di questo processo.
E’ vivo in noi, ora come allora, quel sentimento profondo di giustizia che condividiamo con una parte critica della società civile e che definisce quel gesto un gesto
di estrema civiltà, o di civiltà estrema, fate voi.
LE/GLI
SMONTATRICI/TORI
continua Nuove Adesioni:
Enzo Jannacci
Carmelo Adagio, Coordinatore Verdi Bologna e Presidente Quartiere S.Vitale
Viviana Ciavorella Assessore verde comune Bentivoglio, Bologna
Gruppo Consigliare PRC Provincia Bologna: Sergio Spina, Lorenzo Grandi
Giuseppina Tedde, Assessore Provincia di Bologna
Tiziana Saracco, Firenze
Andrea Giudiceandrea - Palo del Colle (Bari)
Robeto Nardone, San Vito Chietino (ch)
Commissione Immigrazione prc Bologna
Materiali Resistenti
Marina Prosperi avvocata Giuristi Democratici
La voce migrante di Firenze
Giulio "Grandenud" Bufo, Molfetta, Bari
Marco Ficarra,Verdi Bologna
Renato Amata, Link, Bologna
Gianfranco Bettin, Esecutivo Nazionale VERDI e consigliere regionale del Veneto
Stefano Molteni, Esecutivo Verdi Reggio Emilia
Paola Donelli, consigliere comunale e Presidente Verdi Reggio Emilia
Associazione comunale Verdi Reggio Emilia
Marcello Saponaro, Consigliere Regionale dei Verdi Lombardia
Corrado Altran, Consigliere Comunale dei Verdi Monfalcone (GO)
Marco Marincic, Assessore Provinciale dei Verdi di Gorizia
Mauro Punteri, Consigliere Comunale dei Verdi di Gorizia
Gianni Pizzati, Presidente Regionale dei Verdi FVG
Giorgio Millo, Presidente Provinciale dei Verdi Trieste
Casa delle Culture, Trieste
Cristian Massimo, Razzismo Stop Venezia Giulia
Officina Sociale, Monfalcone (GO)
CSO Clandestino, Gorizia
Paolo De Marchi presidente dei verdi del veneto
Olol Jackson del Gruppo consiliare regionale verdi veneto
Emidia Papi, Federazione Nazionale RdBCUB
Andrea Cusatelli, Associazione Mediante Bologna
Nando Simeoni, Vicepresidente Consiglio Provinciale di Roma
Filippo Bortolini, vicepresidente verde quartiere Reno Bologna
Davide Fabbri, consigliere comunale Verdi - Cesena
CSOA La Strada, Roma
Legal Aid Team
Emanuele D’angelo, Roma
Lab AQ16, Reggio Emilia
Ass. Ya Basta! Reggio Emilia
Laboratorio Occupato P.A.z, Rimini
Collettivo studentesco provinciale S.O.S "Siamo socialmente oppressi" Rimini
Collettivo "Pedagogia della dissobedienza", Rimini
Coordinamento Migranti Bologna
Valerio Monteventi, consigliere comunale PRC - Bologna
Paolo Festi, Verdi Reno-Galliera
Giovanni Russo Spena, deputato PRC
Ramon Mantovani, deputato PRC
Enzo de Vincenzo RDBCUB Campania,
Luigi Casali RdBCUB Piemonte
Radio For Peace - Bologna
C.S. Terra di Nessuno - Genova
Ass. Ya Basta! - Genova
Ass. Ya Basta! Bologna
Nunzio D’Erme, Consigliere Gruppo Misto Roma
Guido Lutrario, Action Roma
Rino Fabiano, Consigliere Municipio III Roma
Fabio Galati, Assessore Municipio X Roma
Action Roma
CSO Pedro, Padova
Cso Rivolta, Marghera Venezia
Lab soc. Morion, Venezia
Capannone sociale, Vicenza
Ass. Ya Basta Veneto
Associazione difesa lavoratori, federata Rdb
Sportelli degli invisibili, Padova Venezia Treviso
Ass. Razzismo stop, Padova
C.S. Terra di Nessuno – Genova
Ass. Ya Basta, Genova
Esc- atelier occupato di via dei Reti 15, Roma
Centro Sociale Crocevia, Alessandria
Alessandro De Giorgi, criminologo, Università di Bologna
José Ángel Brandariz, Professore Diritto Penale, Università A Coruña, Spagna
Sandro Chignola, Professore di Filosofia politica, Università di Padova
Marina Delia, Casalecchio di Reno - BO –
Marina Pagliuzza, Bologna
Massimo Schenetti, Sassuolo (MO)
Sandro Pizzagalli, Capogruppo PRC Consiglio Provinciale di Rimini
Antonia Doveri, Pisa
Stefano Grespan, Paese - Treviso
Laboratorio Sociale Diana - Salerno
Laboratorio Occupato Insurgencia (Napoli)
Rete Universitaria Metropolitana - R.U.M (Napoli)
Rete Campana Studenti in Movimento
Agenzia dei diritti sociali - Campania
Federazione Regionale Rdb/Cub
Comunità Resistenti delle Marche
Associazione Ya Basta! Marche
Ambasciata dei diritti - Ancona
Rete No Cpt - Bari
Primi firmatari:
Dario Fo
Stefano Benni, scrittore - Bologna
Paolo Cento, deputato verde e vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati
Mauro Bulgarelli, deputato verde
Tommaso Sodano, senatore PRC
Titti De Simone, deputata PRC
Sauro Turroni, senatore verde
Andrea Fumagalli, Università di Pavia
Raffaele Laudani, Department of Political Science, Columbia University
Vittorio Buldrini, Assessore Comune di Rimini
Sandro Rossi, associazione Ala Calle! - Rimini
Pamela Conti, PRC Navile - Bologna
Alessandro Bernardi, Cpf PRC - Bologna
Rossana De Simone, Rete per il Reddito - Bologna
Carlo Valmori, Coop. Soc. La Mano sul Berretto - Modena
Alberto Mazzoni, ricercatore neurobiologia SISSA - Trieste
Gigi Roggero, ricercatore Università di Cosenza
Alessandro Mezzadra, ricercatore scienze politiche Università di Bologna
Franco Berardi "Bifo", Bologna
Livello 57 - Bologna
Laura Ronzani, collettivo precari Vodafone - Bologna
Csa Barattolo - Pavia
Alex Foti - Neurogreen
Tanaliberatutti - Trento
Officina Sociale - Trento
Tommaso Iori, consigliere comunale PRC - Trento
Marco Trotta - Bologna
Nadia D’Arco - Bologna
Yara Nardi, studentessa in movimento La Sapienza - Roma
Stefano Buonamici, Bologna
Valerio Guizzardi, Ass. Papillon-Rebibbia Onlus - sede di Bologna
Luigi Marinelli, CUB - Bologna
Coordinamento Provinciale S.In Cobas - Ancona
Ass. Cult. "Punto Rosso" - Jesi
Casa Loca Milano
Ass Ya Basta Milano
Action Milano
Gli/le occupanti di Via Catania 126 Sesto S. Giovanni
Gli/le occupanti di Via Lecco 9 Milano
Marco Coppi, Bologna
Associazione !AlaCalle!, Rimini
Associazione Radio For Peace, Bologna
Laboratorio delle disobbedienze Rebeldía, Pisa
MEZCLAR - ambulatorio migrante, Pisa