Said Imich, vittima del pestaggio del marzo 2003 nel CPT di Via Mattei a Bologna, è stato prelevato questa mattina dalla polizia e condotto in caserma.
Ultimi aggiornamenti:
All’udienza di lunedì mattina l’arresto di Said non è stato convalidato per un errore di forma. L’imputazione di violazione della normativa sull’immigrazione è decaduta ma Said è stato accompagnato dalla polizia in Questura, dove gli sarà consegnato un nuovo provvedimento di trattenimento nel CPT o, qualora il CPT Mattei fosse pieno, una nuova intimazione a lasciare il territorio italiano entro 5 giorni.
Vedi anche:
Il rischio di pronunciare la parola diritti umani in Italia, Intervista a Said del 16 giugno 2003
Verrà processato lunedì mattina alle 11 perché non ha obbedito al provvedimento di espulsione e rischia di essere condannato ad anni di carcere ai sensi dell’articolo 14 del Testo Unico sull’Immigrazione.
Il centro sociale TPO ha indetto un presidio per chiedere che venga subito messo in libertà
lunedì alle ore 10.30 davanti al Tribunale Vecchio in Via Garibaldi, Bologna
[ Leggi il comunicato del TPO
E’l’ennesima ritorsione contro una delle vittime del pestaggio della polizia del 2003, testimone diretto degli abusi e delle violenze delle forze dell’ordine contro persone che sulla carta non hanno diritti perché irregolari.
Pochi giorni dopo la prima udienza per il processo, rimandata al 20 luglio, si è messa in moto la macchina per negare al testimone più importante la possibilità di avere verità e giustizia.
Proprio perché senza permesso di soggiorno - quello concessogli per motivi di giustizia ha avuto una validità di soli sei mesi - Said non può nemmeno partecipare alle udienze in cui si discute la colpevolezza di otto detenuti, di 3 agenti ed un ispettore di polizia. Ma Said non intende ritornare nel proprio paese perché è convinto che in Europa si debba pronunciare la parola "diritti umani" e, attraverso il suo avvocato, ha chiesto al giudice la revoca del provvedimento di espulsione.
[ Ascolta ] il racconto della notte del 2 marzo 2003, raccolto da Marco Rovelli per il libro Lager Italiani