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Discriminatorio negare bonus a secondo figlio di immigrati

Lo afferma il Dipartimento dei diritti e delle pari opportunita’ del Consiglio dei ministri.

Negare il bonus per il secondo figlio alle coppie di immigrati, come aveva deciso nei mesi scorsi il comune veneto di Romano d’Ezzelino scegliendo di consegnare il contributo solo ai genitori italiani, e’ un atto "in contrasto con il testo unico sull’immigrazione". Ma e’ anche discriminatorio, perche’ "palesemente violativo del decreto 215 del 2003 che attua la direttiva Ue sulla parita’ di trattamento tra le persone, indipendentemente dalla razza o dall’etnia".
Lo afferma il Dipartimento dei diritti e delle pari opportunita’ del Consiglio dei ministri, in una parere del dirigente generale Marco De Giorgi che era stato chiesto dai gruppi consiliari dell’opposizione di centro sinistra nel comune di Romano D’Ezzelino, guidato da una giunta di centro destra.

Del parere inviato ai gruppi dell’opposizione ha dato notizia stasera la Cgil di Vicenza. Il sindacato, assieme ad alcune associazioni di volontariato, aveva raccolto e consegnato autonomamente alle due coppie di immigrati con un secondo figlio nato nel 2005 il bonus bebe’ che l’amministrazione di Romano d’Ezzelino aveva dato solo ai genitori italiani, pari a 450 euro.

Nel parere sull’atto amministrativo del Comune vicentino, De Giorgi, dirigente dell’ufficio per la parita’ di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza e sull’ origine etnica, sottolinea che "il decreto legge 286/03 (testo unico sull’immigrazione) equipara ai fini dell’erogazione delle prestazioni di assistenza sociale, gli italiani agli stranieri con regolare permesso di soggiorno".

Secondo la Cgil di Vicenza, questo pronunciamento del Dipartimento del consiglio dei ministri potrebbe aprire la strada adesso ad una causa giudiziaria nei confronti dell’ amministrazione di Romano D’Ezzelino.

[ venerdì 30 giugno 2006 ]

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