Il progetto di legge Sarkozy relativo all’immigrazione e all’integrazione è stato adottato definitivamente dalle due assemblee parlamentari. Questa riforma, adottata con un’urgenza del tutto ingiustificata, intende creare una differenziazione tra gli stranieri buoni – quelli utili all’economia e al presunto prestigio internzazionale della Francia – e gli stranieri “cattivi” che costituirebbero un fardello per la repubblica. Così facendo la legge organizza un sistema di precarietà perpetua per gli immigrati e li priva del rispetto di diritti fondamentali come quello del vivere con la propria famiglia o il rispetto alla vita privata.
La lotta del UCIJ (uniti contro l’immigrazione usa e getta) ha riunito circa 800 organizzazioni e più di 85000 persone hanno firmato la petizione lanciata a gennaio. Alcuni artisti, intelettuali e sindacalisti si sono adoperati per far conoscere pubblicamente il loro dissenso per una politica tutta centrata sull’esclusione e la repressione. In numerose regioni dei collettivi si sono organizzati per far sentire le loro proteste e affermare la loro solidarietà agli stranieri.
Al termine di quest’anno scolastico, la mobilitazione incontra in particolare quella del RESF (rete educazione senza frontiere) che ha già messo insieme 70000 persone e si batte affinchè i giovani studenti e le loro famiglie siano regolarizzati, anche coloro che la riforma condanna alla clandestinità.
Guarda caso, il giorno stesso in cui iniziava la discussione della legge al senato, il ministro dell’interno annunciò “una misura di clemenza” per le famiglie irregolari, cercando allo stesso tempo di contenere il crescente movimento di protesta e guadagnarsi indulgenze alla sua sinistra come aveva saputo fare nel 2003 con la pretesa abolizione della doppia pena. Ma non ci abbindola: la circolare del 13 giugno 2006 indirizzata ai prefetti non ha nulla della regolarizzazione e tenuto conto dei criteri cumulativi fissati, le famiglie che possono sperare nel prolungamento del soggiorno saranno una minima parte della popolazione interessata. Oltre alle lampanti differenze di interpretazione date dalle diverse prefetture constatiamo continuamente delle pratiche amministrative e di polizia inaccettabili e riassumibili in poche parole: accoglienza ignobile, trappole e rischi d’arresto.
La mobilitazione non si fermerà dunque davanti al voto di questa legge.
Non è troppo tardi, è il momento di dire:
No ad una legge che creerà nuovi casi di sans papiers (giovani, coniugi di francesi, famiglie intere, lavoratori...) e prolungherà il calvario di coloro che avrebbero ottenuto un permesso di soggiorno in virtù dei 10 anni di permanenza in Francia, e terrà in situazione di permesso precario persone giunte con l’intenzione di restare in Francia.
No ad una legge che disprezza le libertà fondamentali e stabilisce una gerarchia tra gli uomini;
No alle espulsioni che si preannunciano con la fine dell’anno scolastico.
L’UCJI e il RESF fanno appello a coloro che hanno scelto di dire semplicemente NO a questa politica indegna, a manifestare il primo luglio.
A Parigi la partenza è prevista per 15h, a Place de la Bastille. La manifestazione si dirigerà verso il parco di Bercy (Place Léonard Bernstein: metrò Bercy)
A partire dalle 17h30 degli esponenti del mondo artistico, culturale, sindacale e politico, prenderanno posizione, faranno appello alla resistenza, esprimeranno solidarietà agli stranieri e si impegneranno a nascondere i bambini e i loro genitori se verranno direttamente minacciati da un allontanamento forzato verso il paese che avevano deciso di lasciare.
Saranno inoltre presenti Dominique A e Untchack Attack per esprimere il loro sostegno tramite un concerto che si terrà in loco.
Numerose altre città sarnno teatro di manifestazioni, per conoscere la lista completa consultate l’agenda del sito di UGIJ