Nel frattempo Daniele Giovanardi, responsabile della Misericordia che gestisce i centri di detenzione di Modena e Bologna, mette le mani avanti.
Leggi il comunicato del C.S. TPO di Bologna.
Ennesima morte all’interno di un centro di detenzione. Questa volta è successo nell’ex caserma di via Mattei a Bologna.
Una ragazzo tunisino di 35 anni stava male già da diversi giorni e i medici dell’ospedale, che lo avevano visitato per due volte venerdì scorso, lo avevano dimesso prescrivendogli una terapia anti infiammatoria e consigliandogli di chiamare l’ambulanza se i sintomi si fossero aggravati. Un disturbo banale.
Ieri pomeriggio, i compagni della sua camerata al Cpt pensavano che dormisse, invece Mohamed era morto già da diverse ore. La scoperta del suo decesso ha scatenato una protesta. Sono stati bruciati materassi e lenzuola.
Le persone rinchiuse all’interno dei centri di detenzione sono super controllate: filo spinato, muri di cemento armato, turni di sorveglianza, sbarre e recinzioni… ma in tema di diritti - compreso quello all’assistenza sanitaria – le lacune sono enormi. Si tratta di luoghi che non devono esistere, che devono essere smantellati come le leggi che li hanno istituiti.
Il prefetto Grimaldi ha disposto l’immediata apertura di un’inchiesta che dovrà valutare se i soccorsi sono stati tempestivi, se le cure sono state sufficienti. Nel frattempo Daniele Giovanardi, responsabile della Misericordia che gestisce i centri di detenzione di Modena e Bologna, mette le mani avanti sottolineando che si trattava di un ex tossicodipendente.
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A cura di Zappon Milena