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Cpt, clandestino dà fuoco alle lenzuola
I locali dell’ex caserma Polonio invasi dal fumo. I vigili del fuoco chiamati nella notte
da Il Piccolo di Trieste del 21 agosto 2006
È almeno il terzo episodio del genere, cresce l’insofferenza contro la permanenza forzata all’interno della struttura.
La maggior parte degli «ospiti» arriva a Gradisca con alle spalle esperienze di criminalità e di detenzione in carcere.
Gradisca. Un lenzuolo bruciato e con esso anche alcuni indumenti. Intervento dei vigili del fuoco la scorsa notte all’interno del Cpt di Gradisca, anche se la situazione - nonostante il fumo che aveva invaso i locali della ex caserma Polonio - era già stata posta sotto controllo da parte degli operatori della Minerva, la cooperativa che gestisce i servizi nella struttura d’accoglienza per clandestini. L’incendio era stato appiccato da un «ospite» insofferente alla propria situazione di «permanenza forzata» all’interno del Centro: va ricordato come le statistiche dimostrino che una percentuale molto alta dei clandestini condotti a Gradisca abbia alle spalle esperienze di criminalità e di carcere. Quello isontino è di fatto una sorta di Cpt di massima sicurezza, assieme a quello di Bari l’ultimo a essere stato realizzato seguendo accorgimenti particolari, quali, ad esempio, l’ancoraggio di tutti i mobili ai pavimenti e alle pareti e una settantina di telecamere a circuito chiuso.
Un episodio quale quello verificatosi la scorsa notte non è certo isolato nei pochi mesi di vita del Centro di permanenza temporanea isontino: voci non ufficiali - su quanto avviene all’interno della ex Polonio, struttura sempre off limits per i giornalisti, vige il segreto assoluto imposto dalle autorità di Prefettura a forze di Polizia e operatori sociali - confermano che già nel passato almeno in un paio di altre occasioni ospiti hanno dato alle fiamme i loro materassi mentre non sono mancati anche i casi di autolesionismo pur di «guadagnare» l’accompagnamento in ospedale e con esso l’occasione per allontanarsi. Quattro poi i tentativi di evasione scavalcando le mura e le reti sin qui registrati, uno dei quali riuscito.
Intanto però, nonostante proprio nei giorni scorsi una propria operatrice (tra l’altro a sua volta un’immigrata, una romena) sia stata ferita da un «ospite» che in un momento d’insofferenza le ha scagliato contro un tavolo da ping pong, la cooperativa Minerva oggi sistemerà all’interno della struttura due «calciobalilla», nuova occasione per cercare di creare qualche momento di svago per quanti sono rinchiusi all’interno della ex Polonio in attesa dei provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale. L’iniziativa segue altre occasioni di socializzazione create dalla cooperativa per rendere più sopportabile la permanenza all’interno della struttura.
Frattanto, con le dodici udienze di convalida del fermo amministrativo celebrate ad inizio agosto dal locale Giudice di pace, il centro immigrati ha fatto registrare il più alto picco di «affluenza» in un solo giorno. Un caso evidentemente eccezionale, e che ha riguardato nella fattispecie cittadini nigeriani intenzionati, a quanto è trapelato, ad inoltrare richiesta di asilo.
di Guido Barella (ha collaborato Luigi Murciano)
[ lunedì 21 agosto 2006 ]
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