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Francia - Dissobedienza sociale diffusa per difendere i sans-papiers
Intervista a Judith Revel, filosofa
Parigi - La vicenda di Cachan, ex-cittadella universitaria in cui avevano trovato alloggio da circa tre anni più di mille immigrati, sgomberata con la forza dalla polizia il 17 agosto scorso, non è ancora conclusa.
Per le moltissime famiglie con bambini e i singoli che non hanno accettato la proposta del Ministero dell’Interno di sistemazione temporanea nelle strutture alberghiere, l’amministrazione comunale di Cachan ha messo a disposizione la palestra di una scuola, sottolineando da subito l’aspetto provvisorio della soluzione. Ora che le scuole si sono riaperte in Francia cosa succederà ai 200 migranti, fra cui 60 bambini, che dormono nella palestra?
Ma attorno a questa vicenda "si è creata una rete di solidarietà diffusa, la stessa che si è data attorno alla RESF (Réseau Education sans Frontières), una rete di genitori di bambini, insegnanti, associazioni, sindacati e singoli nata per difendere i bambini minorenni minacciati di espulsione e le loro famiglie", afferma Judith Revel in questa intervista.
Questa rete ha cercato e trovato la solidarietà nel mondo della cultura e dello spettacolo, coinvolgendo figure pubbliche come Lilian Thuram e Zinedine Zidane (giocatori della nazionale di calcio francese) e molti altri.
"C’è uno strano connubio di figure pubbliche e figure totalmente ignote, una diffusione di reti di resistenza. Gente che dichiara apertamente: noi siamo pronti a disobbedire. E questo fenomeno di disobbedienza sociale diffusa, per niente istituzionalizzata, è qualcosa di nuovo in Francia".
A nove mesi dalle elezioni presidenziali alle dichiarazioni contradditorie e ambigue del Ministro dell’Interno Nicolas Sarkozy, risponde un vuoto di proposte, un silenzio assordante della sinistra. "Nonostante questo argomento occupi le cronache dei giornali, non c’è un dibattito politico e sociale serio in Francia" - continua la Revel - "l’unico che si pronuncia è Sarkozy. Probabilmente la sua carta vincente è proprio questa".
"La vicenda di Cachan è la punta di un iceberg enorme, quello dei "senza diritti" in generale".
Articolo a cura di Barbara Barbieri, Progetto Melting Pot Europa
Intervista a cura di Sara Castelli, Radio Sherwood
[ giovedì 7 settembre 2006 ]
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