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Bologna - E’ sempre emergenza casa

Aggiornamenti sul disagio abitativo nelle interviste a Irene, Seida e Sebastian

Bologna è stata protagonista, in sordina, di numerosi sgomberi avvenuti principalmente durante il mese di agosto per liberare appartamenti occupati per necessità da cittadini, italiani e migranti.

Durante i primi giorni di agosto, i collettivi occupanti di case hanno dovuto fronteggiare le forze dell’ordine che hanno messo in atto gli sgomberi tanto annunciati nei mesi scorsi dall’amministrazione locale.
Le evacuazioni di case occupate si sono susseguite per tutto il mese di agosto e famiglie di migranti, precari, studenti si sono trovati improvvisamente in strada.

Irene, del collettivo Passepartout, racconta cosa è accaduto in quel periodo, a cosa hanno dovuto far fronte i collettivi occupanti di case. In questa intervista Irene ci racconta, passo dopo passo, i momenti salienti dell’estate bolognese: dalle opposizioni agli sgomberi all’occupazione dell’Ufficio Casa del Comune di Bologna, fino all’incontro con l’assessore alla Casa Virginio Merola.

-  [ Ascolta Irene ] del collettivo Passepartout.

Dall’intervista emerge e viene sottolineato che i Servizi Sociali, che dovrebbero occuparsi di tutti quei soggetti, soprattutto famiglie, con difficoltà, sono stati assenti. Anzi, proprio le famiglie sgomberate, o in prossimità di sgombero, si sono dovute presentare agli uffici dei Servizi Sociali per chiedere quali percorsi abitativi ci sarebbero stati per loro.
Le risposte sono state vaghe e poco chiare, si è prospettata la possibilità di uscire dalle case occupate per poter partecipare così al nuovo bando di edilizia popolare pubblica. Ma si può vivere per strada seppur con la promessa di poter partecipare al bando? Dubbi e domande che non ricevono chiarimenti o risposte.

A questo proposito riportiamo l’intervista a Seida, giovane madre peruviana che attualmente occupa una casa con la propria famiglia. Seida racconta l’inutile intervento dei Servizi Sociali per la sua famiglia e le motivazioni che infine l’hanno spinta a prendere la sofferta decisione di occupare una casa.
Dalla voce di Seida sentiamo inoltre le impressioni sull’incontro avuto con l’Assessore Virginio Merola in merito alle occupazioni e la sua preoccupazione per il futuro della sua famiglia.

-  [ Ascolta l’intervista a Seida ]

Durante i primi giorni di agosto la Giunta Cofferati ha anche messo in atto lo sgombero dell’ex scuola Galilei, occupata a luglio da 180 romeni, precedentemente sgomberati dalla zona del Lungoreno e da via Gobetti.
Il Comune aveva promesso loro uno sgombero "soft", ma dai racconti e dalle dichiarazioni durante la conferenza stampa che si è tenuta martedì 12 settembre, le cose sembrano andate diversamente. Gli occupanti della scuola si sono trovati, come quelli delle case, scaraventati in strada dai Carabinieri, senza poter raccogliere i propri effetti personali, senza sapere dover poter andare a passare la notte.
Così, per le strade di Bologna, ci sono attualmente almeno 80 persone, che non hanno una casa e non possono permettersi l’affitto di un appartamento; 40 di queste sono bambini in età scolare, che ancora, a causa dello sgombero subito, non sono hanno potuto essere iscritti a scuola.

-  [ Ascolta l’intervista a Sebastian ] volontario dell’associazione Abna al Ard che racconta cosa è accaduto dopo lo sgombero del Galilei.

Da quanto emerge da queste testimonianze sembra che il Comune di Bologna sia in cerca di una soluzione per tutti coloro che sono considerati ed etichettati come "casi di emergenza". Ma la procedura per ottenere soluzioni abitative anche nei casi di "emergenza" resta comunque lunga e nel frattempo, ci chiediamo, dove dormiranno?

[ giovedì 21 settembre 2006 ]

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