Roma - Il ministro dell’Interno Giuliano Amato ha detto oggi che prevede di presentare la nuova legge sull’immigrazione entro il mese prossimo, e ha indicato tra le modifiche principali la creazione di un collocamento dei lavoratori migranti direttamente nei paesi esteri e centri di permanenza differenziati per i clandestini che hanno commesso reati e per chi chiede asilo.
Nel corso di un’audizione presso la commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, il ministro ha detto anche che "a oggi" sono stati 16.000 circa gli immigrati sbarcati a Lampedusa, 3.000 in più dello stesso periodo del 2005, anche se ha precisato che "il trend di crescita sembra (comunque) essersi attenuato".
"Prevedo che il testo verrà fuori nel corso di ottobre", ha anticipato Amato parlando coi giornalisti.
Amato ha detto che intende "mantenere fermo il principio dell’ingresso (degli immigrati) legato al lavoro" come nell’attuale legge, la cosiddetta Bossi-Fini varata dal precedente governo di centrodestra, ma distinguendo tra "lavoratori altamente qualificati" e "personale non qualificato".
I primi entrerebbero in Italia su chiamata nominale diretta, mentre i secondi verrebbero selezionati dai datori di lavoro sulla base di "un sistema di collocamento all’estero" con liste di lavoratori immigrati nei consolati italiani in quei paesi da dove parte l’emigrazione.
Il ministro ha anche accennato alla possibilità che le richieste di lavoratori immigrati vengano anche da "sponsor" che si impegnino, col versamento di fideiussioni, a sostenere gli stranieri fino a che non trovino un lavoro in Italia.
RIMPATRI VOLONTARI OLTRE ALLE ESPULSIONI
Per quanto riguarda il capitolo delle espulsioni, il capo del Viminale ha detto di continuare "a prevedere reati per la violazione delle norme sull’immigrazione, ma non vedo la ragione che siano reati di un diritto penale aggravato come se fossero reati mafiosi".
In sostanza, Amato intende "ricondurre a normalità penale" i reati commessi dai clandestini, che oggi invece subiscono nel giudizio un aggravante.
Il ministro ha detto anche che intende introdurre un sistema di rimpatri volontari, "a partire dagli espulsi meno graditi", perché l’obiettivo deve essere allontanare soprattutto queste persone".
"Per noi gli indesiderabili sono quegli espulsi che sono stati tali non soltanto perché hanno violato la durata del permesso di soggiorno, ma perché hanno commesso reati", ha spiegato Amato.
"Il costo per il contribuente italiano (per finanziare i rimpatri volontari) è molto inferiore a quello per trattenerli nelle nostre carceri...", ha aggiunto il ministro.
La misura del rimpatrio volontario - finanziato da un fondo nazionale che sarebbe alimentato anche dai datori di lavoro che assumono manodopera immigrata - si applicherebbe anche a coloro che non hanno commesso reati, ma che intendono avviare "una attività" nel proprio paese d’origine, ha detto Amato, aggiungendo che a essi potrebbe andare un incentivo economico, "non una buonuscita (dall’Italia) ma una buona entrata nel loro paese".
Infine Amato ha illustrato la proposta di differenziare i Cpt, i centri di permanenza temporanea, la cui presenza è contestata dalla sinistra radicale, che vorrebbe abolirli.
Il ministro ha prospettato dei centri "con caratteristiche semi-detentive" per immigrati che hanno commesso reati, espulsi o in via di espulsione, e "dei veri e propri centri di accoglienza" per le persone appena arrivate, come nel caso di madri con bambini, e per quelle che chiedono asilo.
Il ministro ha anche detto che i Cpt "restano essenziali" anche per motivi di salute pubblica, perché alcuni clandestini potrebbero avere malattie infettive, come scabbia, malaria o tubercolosi, e dunque vanno controllati prima.