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Padova - Giovani nigeriani truffati ora vengono espulsi

Erano arrivati in città con la promessa di giocare in una squadra di calcio

Sono stati rilasciati con decreto di espulsione, a seguito dell’ennesima retata avvenuta ieri notte nella città di Padova, i due ragazzi nigeriani, balzati alla cronaca cittadina per essere giunti a Padova un anno fa, con altri 4 connazionali, sotto la falsa promessa di una carriera calcistica.
Immediata nella giornata la reazione di Razzismo Stop, impegnata in prima linea nella richiesta di regolarizzazione. Dal loro arrivo l’associazione sta seguendo il caso di questi ragazzi che ora si allenano in una squadra di 3° categoria del quartiere Arcella.
"Si tratta dell’emblema di come vengono gestite le politiche dell’immigrazione in città - ha dichiarato Francesca Zanotto dell’Associazione Razzismo Stop - si parla di integrazione, sostegno ai migranti, ma nulla si è mosso in questi mesi a difesa di questi giovani. La risposta è quella della logica delle continue retate, arresti, fermi ed espulsioni".
I due ragazzi sono stati trattenuti tutta la notte in Questura, sotto la minaccia di essere portati all’interno di un centro di permanenza temporanea.
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Il racconto della vicenda dalla voce di uno dei ragazzi nigeriani. (L’audio è stato registrato al loro arrivo nel settembre 2005)
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Rassegna stampa
-  Espulsi i baby-calciatori nigeriani truffati

[ giovedì 28 settembre 2006 ]

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