Sorpresa, il Cpt di Bologna non è affatto l’accogliente "cinque stelle" come molta parte del centro-destra vuole far credere. Il centro per i clandestini di via Mattei «è molto simile a un carcere, è una struttura degradata e fatiscente, ed è forse l’unico in tutta Italia dove agli ospiti è impedito l’uso del cellulare per parlare coi parenti». Non solo. Lì, in via Mattei, «è difficoltoso per gli ospiti il contatto con gli avvocati e occorre agevolare la partecipazione degli enti locali, Comune, Provincia e Regione».
La bocciatura del "lager degli immigrati" ha una voce autorevole: quella dell’ambasciatore Onu Stephan De Mistura, coordinatore della commissione ispettiva voluta dal Governo-Prodi per verificare le condizioni di vita nei Cpt di tutto il Paese. Per intenderci, l’esito della verifica, effettuata venerdì mattina in via Mattei, fra le contestazioni dei no Global che anche ieri hanno definito una "truffa" la commissione, De Mistura dovrà riferirlo a dicembre al ministro Amato. Verdetto-bomba accolto con perplessità dal Prefetto Vincenzo Grimaldi, nell’incontro che l’ambasciatore Onu ha avuto in Prefettura nel pomeriggio. «Non ci risultano condizioni fatiscenti o di degrado - dicono in Prefettura - la struttura di via Mattei è costantemente monitorata da organi tecnici ed è spesso meta delle verifiche di parlamentari. Stupiti e perplessi, sì». Secondo De Mistura, che ha ispezionato il Cpt dopo un breve dialogo coi contestatori, la struttura «è abbastanza degradata, c’è grande presenza di persone ex carcerate, e questo spiega, ma non giustifica, la situazione molto vicina in apparenza a quella di un carcere.
I servizi legali vanno migliorati e resi più fluidi e le persone trattenute non hanno accesso al cellulare: il motivo di questo deve essere visto e riguardato. L’accesso rapido ai legali deve essere garantito. Occorre rendere il Cpt un po’ meno carcere e dare più spazio a Regione e Provincia, in attesa di un superamento, quale che sia la formula decisa dal governo».
Ieri, giornata europea di mobilitazione per i migranti, per le strade del centro hanno sfilato in 300 i collettivi Crash, Mao, Cua, i Disobbedienti, il Tpo, la rete universitaria e altre forze del "movimento". Corteo pacifico, sorvegliato da un centinaio di agenti, che a metà percorso ha annullato la sosta di protesta annunciata sotto la Prefettura. Assente Rifondazione, c’era solo il consigliere comunale "indipendente" Valerio Monteventi, e qualche slogan contro il sindaco Cofferati. Nel pomeriggio breve contestazione davanti al Cpt, dove gli immigrati hanno incendiato un materasso.