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Il sindaco al ministro Ferrero: no al Centro per richiedenti asilo

Ribadita la contrarietà al Cpt e consegnata una lettera per Amato

dal Messaggero Veneto del 17 gennaio 2007

Gradisca. «Come Comune abbiamo consegnato al ministro delle Politiche sociali Ferrero una lettera in cui ribadiamo la nostra richiesta non soltanto di chiudere il Cpt di Gradisca o di riconvertirlo in nuova destinazione, ma anche di sospendere i lavori per la realizzazione del Cid, il centro d’identificazione per richiedenti asilo, struttura di circa 150 posti, in fase di costruzione sempre all’interno dell’ex caserma “Ugo Polonio” di via Udine».
L’ha confermato il sindaco Franco Tommasini che, nel corso del Forum sull’immigrazione svoltosi ieri a Trieste in occasione della visita del ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, alla presenza del presidente della Regione, Riccardo Illy, ha chiuso la serie d’interventi. Un intervento “fuori scaletta” quello del primo cittadino gradiscano, accompagnato dall’assessore Giuliani: «Per i Comuni era in programma che parlasse un rappresentante dell’Anci, ma, visto che in conclusione si era parlato quasi esclusivamente del Cpt di Gradisca, mi è stato chiesto se volessi aggiungere qualcosa e l’ho fatto, anche perché mi sentivo in dovere di prendere le difese della mia comunità. Il Cpt, infatti, ha avuto ripercussioni notevoli sulla nostra quotidianità, ha inevitabilmente alterato le dinamiche cittadine e l’apertura del centro di identificazione farà altrettanto, con un contraccolpo che potrebbe essere anche superiore. In conclusione, ho solo ricordato che il nostro è un comune relativamente piccolo, meno di 7 mila abitanti e, soprattutto, senza le risorse economiche, l’esperienza e la preparazione per reggere contemporaneamente il peso di un Cpt e un Cid. Il tutto ricollegandomi a quanto aveva già dichiarato Illy, e cioè che il Cpt di Gradisca è una stonatura per un duplice motivo: intanto dell’emergenza clandestini che ne aveva giustificato la realizzazione non c’è più traccia sul nostro territorio; in secondo luogo, una simile struttura non ha più senso ora che l’Europa si è spostata più a est e che la Slovenia è pronta a entrare negli accordi di Schengen».
Tommasini si è intrattenuto con il ministro Ferrero e il sottosegretario De Luca: «Ho ribadito le nostre preoccupazioni, che hanno compreso a dimostrazione di una radicata conoscenza di quello che significa un Cpt per una comunità e ho consegnato una lettera in cui ribadiamo la nostra posizione su Cpt e Cid, chiedendo di consegnarla al ministro dell’Interno Amato. Questo perché siamo consapevoli che il ministro Ferrero non ha competenza diretta sui Cpt e sui centri per richiedenti asilo, anche se la radicale rivisitazione della legge Bossi-Fini di cui lui stesso ha parlato cambierebbe chiaramente le carte in tavola. Una richiesta che ho avanzato confidandogli che ci auguriamo che il nuovo governo di centro-sinistra si dimostri quantomeno più sensibile nei confronti della comunità gradiscana rispetto al precedente».
Marco Ceci



Rosato: decisioni sui Cpt dopo il rapporto De Mistura

Gradisca. «Si tratta di un concetto più volte formulato dal governo regionale, c’è comunque un chiaro impegno del ministero sulla questione Cpt. Una volta che sarà esaurito il percorso intrapreso dalla commissione De Mistura, in ogni caso, saranno prese le decisioni del caso». Lo ha dichiarato ieri, in occasione della sua visita a Gorizia, Ettore Rosato, sottosegretario all’Interno, che ha così commentato le dichiarazioni del presidente Illy sul Cpt di Gradisca, rilasciate in mattinata a Trieste nel corso del Forum sull’immigrazione.
Commissione De Mistura sulla quale è tornato nella mattinata di ieri anche un altro sottosegretario agli Interni, Marcella Lucidi, che ha confermato come la commissione guidata dall’ambasciatore Onu Staffan De Mistura sia ormai pronta a consegnare al ministro Amato il suo rapporto.
«La relazione della commissione ministeriale sui Cpt e sui Cpa sarà pronta a giorni. Abbiamo affidato alla commissione la verifica dei centri di permanenza temporanea e dei centri di prima accoglienza per avere una valutazione e proposte sulla realtà incontrata da inserire nella riforma del testo unico sull’immigrazione. La relazione è un lavoro sul quale il ministero conta molto».
Sarà pronta orientativamente per metà febbraio, invece, la relazione di un’altra commissione ministeriale, quella voluta proprio dal ministro delle Politiche sociali Ferrero e riguardante il tema più generale dell’immigrazione.
(ma.ce.)

[ mercoledì 17 gennaio 2007 ]

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