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Usa: Bush chiede riforma generale legge sull’immigrazione

Washington - Il presidente americano George W. Bush ha lanciato un appello per una riforma generale della legge sull’immigrazione, per ottenere ’’un sistema degno dell’America’’, che comprenda allo stesso tempo ’’leggi eque’’ e ’’frontiere sicure’’.

’’Quando le leggi e le frontiere sono regolarmente violate, cio’ nuoce agli interessi del nostro paese’’, ha spiegato Bush nel suo discorso annuale sullo stato dell’Unione. Ricordando che la sua amministrazione ha deciso di rafforzare la lotta contro l’immigrazione clandestina, in particolare raddoppiando il numero di guardie di frontiera e costruendo nuove infrastrutture, il presidente ha chiesto un nuovo programma di immigrazione legale.

’’Dovremmo creare un passaggio legale e ordinato affinche’ i lavoratori stranieri possano entrare nel nostro paese e lavorare in maniera temporanea. Cosi’, non cercherebbero di entrare clandestinamente, e cio’ lascerebbe le guardie di frontiera libere di dare la caccia ai trafficanti di droga, i criminali e i terroristi’’, ha spiegato.

Di fronte agli 11 milioni di immigrati clandestini che vivono negli Stati Uniti, il presidente si e’ impegnato a far applicare le leggi contro il lavoro nero, ma ha ricordato che occorre trovare una soluzione ’’senza animosita’ e senza amnistia’’ per la posizione di questi immigrati. Di fronte a questa questione delicata, che l’anno scorso ha spinto milioni di ispanici a manifestare, Bush ha chiesto ’’un dibattito serio e completo’’, allo scopo di arrivare a una legge su cui ci sia consenso.

Fonte: ASCA

[ mercoledì 24 gennaio 2007 ]

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