Stupiscono e preoccupano le modalità con cui questa espulsione stava per venire effettuata: la persona espulsa era stata prelevata a casa propria questa mattina senza una preventiva convocazione in Questura, qui accompagnata coattivamente con l’intenzione di detenerla fino a domani mattina, quando sarebbe stata accompagnata all’aeroporto della Malpensa e qui imbarcata contro la sua volontà su un volo diretto in Senegal.
La motivazione di tale espulsione risiede in una interpretazione della normativa vigente – la legge Bossi-Fini – purtroppo largamente diffusa tra le questure italiane in questo periodo: sostanzialmente un cittadino migrante che avesse fatto richiesta di "sanatoria" per l’ottenimento del cosiddetto "contratto di soggiorno" non può ottenerlo se nei suoi confronti pendono denunce legate alla sua condizione di clandestinità (vendita di CD senza marchio SIAE e false generalità). Non solo: la stessa persona può in questo caso essere espulsa non prevìa convocazione in Questura – nel qual caso potrebbe avere il tempo di consultare e nominare un avvocato – ma semplicemente prelevandola a sorpresa nella propria abitazione e deportandola immediatamente nel paese di origine, come appunto stava accadendo a Trieste quest’oggi.
La mobilitazione immediata di alcune associazioni e dei loro legali nei confronti dell’Ufficio Stranieri e l’intervento di un consigliere regionale presso il Prefetto, ha fatto sì che quest’ultimo revocasse il precedente provvedimento considerando il fatto "che dall’esecuzione del decreto di espulsione (…) può derivare un pregiudizio grave ed irreparabile". In altre parole persino la Prefettura ha dovuto ammettere che con tali espulsioni si nega a un cittadino "presuntamente innocente" il diritto alla propria difesa, rimpatriandolo coattivamente.
Matteo Dean, portavoce dell’associazione Razzismo Stop, ha lanciato un appello affinchè in tutta Italia, ma particolarmente a Trieste e Gorizia – dove la questura lavora alacremente a un piano di rimpatri forzati – vi sia la capacità di una mobilitazione permanente, soprattutto in questo periodo estivo, che impedisca quelle che sono vere e proprie deportazioni che offendono la coscienza civile e antirazzista di questo territorio.
Il consigliere regionale dei Verdi Alessandro Metz ha invitato a questo riguardo la società civile, i movimenti e tutti i rappresentanti politici - con particolare riferimento agli amministratori regionali della nuova giunta di centro-sinistra - a far sì che vengano rispettati i diritti fondamentali di tutti i cittadini che vivono e risiedono su questo territorio.
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