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Immigrati, nuovo naufragio: morti e dispersi

mercoledì 25 maggio 2005

Ancora una tragedia della disperazione nelle acque del mediterraneo. Un barcone di clandestini è naufragato martedì sera nel Canale di Sicilia, a 60 miglia dalle coste libiche e a circa 155 miglia (290 km) a sud di Lampedusa. Secondo le prime informazioni sarebbero già stati recuperati i cadaveri di due persone e tratti in salvo undici immigrati. Ci sarebbero anche 14 dispersi. A bordo del barcone dunque in tutto 27 clandestini.
L’allarme è stato lanciato da alcuni pescherecci della flotta di Mazara del Vallo che incrociavano nella zona: l’"Aries" ha recuperato i due cadaveri, e il "Tirana" ha tratto in salvo i superstiti. Le due imbarcazioni stanno facendo rotta verso Lampedusa, il loro arrivo è previsto intorno alle 19. Nella zona, che ricade sotto il controllo ricerche e soccorso delle autorità libiche, sta tuttavia operando un’unità della Marina militare italiana con un elicottero per la ricerca di eventuali dispersi.
Secondo le prime frammentarie informazioni fornite a gesti dagli 11 superstiti all’ equipaggio del "Tirana", sulla carretta erano imbarcati 27 extracomunitari. Due cadaveri sono stati recuperati dal peschereccio "Elios" (e non "Aries" come comunicato in un primo momento). All’appello mancherebbero dunque altre 14 persone. Gli immigrati, tra i quali non vi sarebbero donne e bambini, viaggiavano su una piccola imbarcazione di cinque metri di lunghezza che si sarebbe rovesciata a causa di un’onda anomala.
Al naufragio, avvenuto alle 16.30, hanno assistito i marinai dei due motopesca, che sono subito intervenuti per prestare soccorso. Dopo l’allarme lanciato via radio dai pescherecci italiani, nella zona si è diretto il pattugliatore "Vega" della Marina Militare, in servizio di perlustrazione nel Canale di Sicilia.
L’unità è impegnata, insieme all’elicottero che ha in dotazione, nelle operazioni di ricerca dei dispersi. La segnalazione è stata girata anche alle autorità libiche, visto che la zona del naufragio ricade sotto la loro responsabilità.

Vedi on line : corriere della sera

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