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Occupate le sedi del Consorzio Nazionale dei Servizi

A Bologna, Venezia, Roma

28 maggio 2007

Bologna, Roma, Venezia, queste le città in cui stamane, intorno alle ore 11.00, sono state occupate le sedi del Consorzio Nazionale dei Servizi. "Questo Consorzio, che aderisce a Legacoop, gestisce il Cpt di lampedusa".

"Ancora una volta i movimenti per la libera circolazione delle persone si mobilitano per chiarire che i Cpt, in tutte le loro forme presenti e future, sono una vergogna e chi si presta al loro funzionamento è responsabile della profonda ingiustizia che essi rappresentano".

Così recita il comunicato congiunto che gli attivisti protagonisti delle azioni di protesta nelle diverse città, hanno diramato.

Da giungno infatti, la gestione del Cpt di Lampedusa sarà affidata alle cooperative Sisifo e Blucoop anzichè alla Confraternità Misericordia.

Il Cpt di Lampedusa è il crocevia del percorso detentivo a cui sono sottoposti i migranti che sbarcano sulle nostre coste dopo i viaggi estenuanti che percorrono nei nostri mari. Lontani quindi da essere strutture di accoglienza, sono i luoghi in cui i migranti vengono detenuti prima di essere spostati negli altri centri di detenzione italiani. Mentre il governo è impegnato nella stipula dei "Patti per la sicurezza", nei nostri mari si susseguono le notizie di tragedie disumane. E se nel mare i migranti sono "buoni" quanto disperati, una volta approdati sulle nostre coste diventano "clandestini e pericolosi", preziosi per il mercato del lavoro quanto esclusi da ogni possibilità di accesso ai diritti.

In una lettera gli attivisti invitano i dipendenti a "non essere complici nella gestione di queste strutture".

Da tempo i movimenti hanno intrapreso una campagna contro chi è complice nella gestione delle strutture di detenzione dei migranti. Fin dai tempi della campagna elettorale, il governo di centro-sinistra, aveva aperto il ragionamento sul "superamento" dei centri di detenzione, attraverso la loro umanizzazione. Ma è evidente che non basterà ripulire le strutture delle abberranti violazioni che le caratterizzano per far digerire la loro stessa esistenza.

Proprio la gestione delle cooperative aderenti alla Legacoop era stato il perno di questo ragionamento.

Ricordiamo che in quelli che sono stati definiti "nuovi lager", sono detenute migliaia di persone per il semplice fatto di non essere in possesso del permesso di soggiorno. E’ evidente che è difficle parlare di "umanizzazione" quando si parla di internamenti: l’oggetto della contesa è la stessa esistenza di questi dispositivi di controllo.

Alla conclusione dell’iniziatva, il direttore responsabile del CNS ha consegnato un fax ufficiale della direzione. "Personalmente in qualità di Direttore Generale di CNS scarl di Bologna dichiaro che non parteciperemo a nessun futuro appalto inerente la gestione dei Centri di Permanenza Temporanea" recita il testo del comunicato...e speriamo questo sia un altro passo verso il rifiuto di queste strutture...