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Reggio Emilia - Contro il lavoro nero la difesa è un diritto

comunicato del Comitato Lavoratori Irregolari

5 giugno 2007

Oggi 5 giugno si è svolto presso l’Ufficio del lavoro di Reggio Emilia un tentativo di conciliazione fra lavoratore e datore di lavoro. Tale convocazione è imposta dalla legge perché il lavoratore possa poi fare causa al datore di lavoro in caso che tale conciliazione non vada a buon fine.

Come Comitato Lavoratori Irregolari abbiamo già da tempo evidenziato le tante facce del lavoro nero e il primo di maggio siamo scesi nelle strade di questa città per uscire dall’invisibilità in cui siamo costretti a vivere.
Oggi abbiamo voluto portare all’attenzione questo caso specifico. Quattro lavoratori irregolari di origine egiziana hanno lavorato al Ventasso (appennino reggiano) per la costruzione di un albergo con la ditta Fin Club House 98 srl.
I lavoratori sono stati contattati in uno dei tanti bar della città nei quali i caporali reclutano la manodopera. Come ormai troppo spesso sta avvenendo, anche in questo caso, i lavoratori hanno recepito solo una minima parte del compenso per il lavoro svolto. Si sono rivolti anche ai carabinieri locali che hanno consigliato loro di andarsene senza fare troppo rumore oppure il giorno dopo si sarebbero ritrovati in Egitto. Hanno reclamato più volte il compenso per il lavoro svolto ed in cambio hanno ricevuto minacce dal signor Gianni Giovanbattista, amministratore unico della ditta, che ha detto loro di andarsene e in caso contrario avrebbe chiamato “rinforzi”.

Nell’ordinamento italiano è prevista la possibilità anche per i clandestini di avviare vertenze per il recupero del salario dovuto.
Il signor Gianni Giovanbattista non si è presentato per il tentativo di conciliazione.Ma la Commissione dell’ufficio del lavoro ha accettato soltanto uno dei tentativi di conciliazione motivando il rifiuto delle altre tre vertenze per la mancanza dei presupposti (codice fiscale e permesso di soggiorno).
Questo significa che oggi viene ufficialmente impedito ai lavoratori clandestini di esercitare i propri diritti. Assistiamo ad un passo indietro nella lotta contro il lavoro nero. Come possiamo dire di voler combattere lo sfruttamento della manodopera clandestina quando viene meno ogni tutela al lavoratore che con coraggio esce allo scoperto e intraprende la strada che il nostro ordinamento prevede per avviare vertenze per il recupero del salario dovuto? In questo modo si continua a fare finta di affrontare un problema che continuerà a produrre sempre le stesse conseguenze. Di fronte alla serietà della questione chiediamo ai partiti politici, alle istituzioni, ai sindacati e a chiunque abbia a cuore il tema di esprimersi in merito. Chiediamo inoltre al Questore di mantenere gli impegni presi pubblicamente e cioè di applicare l’art 18 del T.U. sull’immigrazione (permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale) visto le gravi condizioni di sfruttamento di questi lavoratori irregolari. La lotta al lavoro nero la si vince solo se istituzioni e governo si assumono la responsabilità di una regolarizzazione estesa che possa far emergere dall’invisibilità centinaia di migliaia di vite a Reggio Emilia come in tutto il paese costrette ad essere sottomesse alle logiche di sfruttamento e di esclusione.

Comitato Lavoratori Irregolari

Ascolta l’intervista a Samir del Comitato lavoratori irregolari