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attualità > news d’agenziaUsa, arrestata la donna-simbolo degli immigrati illegaliEra impegnata nella lotta per la modifica delle leggi sull’immigrazione20 agosto 2007La ’latina’ Elvira Arellano, rifugiatasi per un anno in una chiesa di Chicago, ne era uscita per un giro di conferenze a Los Angeles. Madre di un bambino di 8 anni, viveva clandestinamente negli Stati Uniti da 10 anni. E’ stata condotta al confine e consegnata alle autorità messicane Roma, 20 ago - Da dieci anni immigrata illegale negli Usa, per un anno rifugiatasi in una chiesa di Chicago, la donna-simbolo della lotta per i diritti degli immigrati clandestini è stata arrestata ieri a Los Angeles dagli agenti federali. Lo riferisce il ’Los Angeles Times’. E’ finita così con l’espulsione la corsa della 32enne messicana Elvira Arellano, leader dei ’latinos’ illegali negli Usa e capo del movimento ’La Familia Latina Unida’, un’associazione a difesa delle famiglie che rischiano di essere divise dal rimpatrio di uno dei membri. Un problema che interessa più di 3 milioni di bambini negli Stati Uniti e che coinvolge la Arellano in prima persona. La donna è infatti madre di un bimbo di 8 anni, Saul, nato negli Usa e, per lo ius solis vigente nel Paese, cittadino americano. La vicenda della Arellano da tempo sta suscitando reazioni nel complesso calderone dell’opinione pubblica Usa. Il rimpatrio significherebbe, sostiene la Arellano, separarsi dal figlio, che ha problemi di salute. Le autorità Usa ribattono che i due potrebbero rimanere insieme se la donna portasse il bimbo con sé in Messico. La ’pasionaria’ dei clandestini ha continuato per la propria strada, promuovendo una campagna per la modifica delle leggi sull’immigrazione dal proprio rifugio nella Adalberto United Methodist Church di Chicago. La Arellano varcò per la prima volta la frontiera che divide gli Usa dal Messico dieci anni fa. Dopo un primo rimpatrio, riuscì a rientrare negli Stati Uniti e visse in Oregon per tre anni, dando alla luce nel 1999 il piccolo Saul. Nel 2000 si trasferì a Chicago dove lavorò come donna delle pulizie all’areoporto O’Hare finché cadde nelle maglie delle severe norme anti-immigrazione del post-11 settembre. Venne arrestata nel 2002 con l’accusa di aver utilizzato un falso numero di sicurezza sociale per ottenere un lavoro. La scorsa estate, l’autorità giudiziaria le ordinò di presentarsi presso gli uffici dell’immigrazione per venire espulsa dal Paese. Nel giorno in cui avrebbe dovuto consegnarsi alle autorità, la Arellano, ormai decisa ad evitare di venire separata dal piccolo Saul, cercò rifugio nella chiesa di Chicago in aperta sfida alle norme sull’immigrazione. Ne è uscita lo scorso fine settimana per un programma di quattro discorsi che intendeva tenere in altrettante chiese di Los Angeles, per diffondere il verbo della lotta dei 12 milioni di persone che vivono e lavorano nel Paese senza la legittimazione di un permesso di soggiorno. Ma -riferisce il ’Los Angeles Times’- all’uscita da un edificio religioso del centro città la macchina su cui viaggiava è stata circondata dagli agenti dell’ufficio immigrazione statunitense. Fonti ufficiali hanno dichiarato che la donna è stata condotta al confine e consegnata alle autorità messicane. |
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