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cittadinanza > Comunicati stampa e appelliChiudere i centri di permanenza temporanea! Libertà per tutti i migranti!Proposta di testo d’appello per il Gruppo NO CPT del tavolo migranti dei social forum6 ottobre 200328 dicembre 1999- 28 dicembre 2003 A quattro anni dal rogo avvenuto al CPT di Trapani "Serraino Vulpitta" in cui morirono sei giovani immigrati Manifestazione nazionale a Trapani Perché a Trapani? La strage del "Vulpitta" rimane ancora oggi l’evento più drammatico da quando in Italia furono istituiti i Centri di Permanenza Temporanea con la legge Turco-Napolitano. Con questa legge lo Stato italiano partoriva un mostro giuridico, la detenzione amministrativa di soggetti ritenuti pericolosi solamente perché poveri. I pestaggi, le intimidazioni, le torture fisiche e morali perpetrate dalle forze dell’ordine dentro questi "spazi d’eccezione" sono emblematici del fatto che l’Italia per i migranti è un vero e proprio Stato di polizia. Complici di queste politiche segregazioniste sono le organizzazioni umanitarie laiche e religiose che cogestiscono i CPT, il cui lavoro sembra solamente quello di somministrare psicofarmaci e di curare in loco gli eventuali feriti onde evitare "scottanti" referti medici ospedalieri. Nei CPT di tutta Italia, soprattutto dopo l’entrata in vigore della Bossi-Fini che ha portato da 30 a 60 i giorni di detenzione, si susseguono rivolte, tentativi di evasione, atti di autolesionismo e gesti di disperazione più estremi come tentare il suicidio. Al Vulpitta la disperazione ha ormai raggiunto livelli insostenibili. Tra luglio e agosto sono stati tre gli incendi divampati dentro il centro durante proteste e rivolte. La Sicilia, terra di frontiera della "Fortezza Europa", è il principale avamposto dell’inflessibilità dello Stato contro i cosiddetti "clandestini". Mentre il nostro mare diventa un cimitero, sulla nostra isola vengono costruiti nuovi campi d’internamento. A Trapani, infatti, da pochi mesi è in funzione un Centro di identificazione per richiedenti asilo e a Lampedusa sembra imminente la realizzazione di un altro centro che di fatto trasformerebbe l’isola in una sorta di confino extraterritoriale per "indesiderabili". Tutto ciò è intollerabile! E’ necessario lanciare una mobilitazione nazionale con il chiaro obiettivo di chiudere questi luoghi di vergogna e barbarie. Lo dobbiamo a chi dentro questi nuovi "campi" è morto. Lo dobbiamo agli uomini e alle donne che rivendicano il diritto ad un’esistenza dignitosa per sé e per le proprie famiglie dopo che la "civile" Europa ha devastato i loro Paesi. Nessuna persona deve essere considerata "illegale"! Lottiamo per un’Europa senza frontiere e nazioni, in cui ogni donna e ogni uomo abbia "diritto ad avere diritti". Lottiamo per un Mediterraneo mare di Pace e per una Sicilia smilitarizzata, ponte di solidarietà e cooperazione fra i popoli. Ciss |
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