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cittadinanza > comunicati stampa e appelliDa Gradisca al resto del mondoUn comunicato dei movimenti e delle associazioni contro il Cpt di Gradisca d’Isonzo11 ottobre 2007Esiste un muro alto grigio ed invalicabile che circonda tutti, un muro che parte da Lampedusa, taglia di netto le nostre città e le nostre comunità, arriva a Roma e circonda Firenze, lega Milano a Genova, Torino e Bologna, si allunga fino a Padova e raggiunge diritto il confine Est, ricongiungendosi al muro della vergogna. Gradisca d’Isonzo - Gorizia - confine Est. Vi scriviamo da questa terra di confine, ci rivolgiamo a quanti, in questo tempo trascorso, non hanno mai smesso di lottare, ed a chi ha sperato nel superamento, promesso dall’alto, dell’esistenza dei cpt. Da qui, dalle terre di confine, abbiamo anche assistito a quello che per molti è stato il tempo delle false illusioni e delle mistificazioni, per altri, del possibile superamento e dell’umanizzazione, il tempo in cui il Governo, dall’alto, avrebbero dovuto rispondere a dieci anni di lotte contro i lager per migranti. Quello di oggi è però un tempo diverso da quello delle promesse e delle speranze, e mentre molti aspettavano, questo è diventato il tempo dei pestaggi nel Cpt di Modena e delle rivolte in quello di Bari, il tempo dei restauri del Cpt di Bologna e della costruzione di quello in Sardegna, il tempo della riapertura della struttura di Bari Palese e del nuovo corso del centro di Lampedusa. Da queste parti, nella terra di confine da cui vi parliamo, il mostro chiamato Cpt di Gradisca è entrato, durante la sua "umanizzazione", a pieno regime, e la nebbia del superamento ha cominciato a diradarsi sostituita solo dai fumi dei gas. Il superamento, le commissioni, i proclami, hanno lasciato il posto ai lacrimogeni lanciati contro i richiedenti asilo, "l’umanizzazione", alle rivolte dei detenuti chiamati "ospiti" (3 in 20 giorni), l’annunciata accoglienza, all’accorpamento di Cpt e Cpa, e tutta la disumanità che avvolge i Cpt si è tradotta nel ricovero per soffocamento di una bimba di otto mesi rinchiusa nella struttura isontina e raggiunta dai gas usati per sedare le sommosse. Perché sappiamo che Gradisca non è sola e neppure unica, ed è per questo che ci rivolgiamo a voi, a chi non ha mai smesso di lottare e a chi ha sperato che dall’alto qualcosa potesse avvenire, perché questa realtà su cui camminare possiamo affrontarla solo insieme. Non può esistere una battaglia per i diritti di cittadinanza, sicuri ed universali, senza che questa riparta dai CPT, non può esistere una battaglia per la democrazia e l’autogoverno se non a partire dal rifiuto della loro presenza in ogni territorio, non ci può esserci una lotta vincente contro il "delirio securitario" senza che questa parta dalla chiusura immediata dei lager per migranti. ...insieme, perché questa battaglia ha a che vedere con la precarietà, la guerra, ed il governo della vita che disegnano le linee di confine dell’Europa. Le associazioni e i movimenti contro il CPT di Gradisca d’isonzo |
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