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cittadinanza > news redazionaliMorto per detenzione amministrativa16 ottobre 2007
Non ha più fine l’escalation di barbarie che si consuma all’interno dei centri di detenzione per migranti italiani. Pestaggi, autolesionismi, rivolte, irruzioni brutali della polizia appartengono ad un presente sempre più quotidiano, scandito ora per ora nei centri di permanenza, nei centri di accoglienza, nei centri di identificazione e in tutti quegli altri luoghi in cui i migranti sono ridotti a corpi indesiderati. Ha fine la vita del ragazzo tunisino trovato cadavere nel CPT di Modena, che piuttosto che restare rinchiuso in attesa dell’espulsione ha preferito ammazzarsi da solo. La questione dei centri di detenzione è stata affrontata con la nota politica dell’annuncio: enormi proclami di superamento, svuotamento, umanizzazione, radicale trasformazione del sistema detentivo, che mai come ora risuonano vuoti di ipocrisia. Ci sembra puntuale, in questo scenario, il segnale che arriva dalle associazioni e dai movimenti contro il CPT di Gradisca d’Isonzo che invocano la ripresa di un percorso per la chiusura dei centri di detenzione. |
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