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Modena - Cpt aperto, ma come «laboratorio»

Si chiede al governo di sperimentare un Centro di permanenza «più umano»

Da l’Informazione del 30 ottobre 2007

31 ottobre 2007

Approvati due documenti in consiglio comunale: centro-sinistra diviso e unità di intenti lontana

di Giampaolo Annese

La «Cosa rossa» viene incontro alla sinistra riformista, ma la sinistra riformista non le restituisce la cortesia. Una seduta fiume del consiglio comunale sul Centro di permanenza temporanea riavvicina senza però riuscire a ricompattare le due anime della maggioranza: al centro della lunga giornata politica di ieri una correzione dell’ordine del giorno presentato dai capigruppo di Ds, Margherita, Sdi, Società civile, Udeur che sostiene la ridefinizione del ruolo delle strutture, sollecita il governo e il parlamento ad approvare in tempi rapidi il Ddl Amato-Ferrero è dà mandato al sindaco di richiedere all’esecutivo di «autorizzare a Modena, attraverso l’emanazione di un apposito decreto, una sperimentazione innovativa che anticipi, di fatto, la riforma» partendo dall’esclusione «dal trattenimento delle persone inoffensive, socialmente deboli e non in possesso,temporaneamente, della regolare documentazione sul soggiorno in Italia».
Il documento raccoglie il via libera di fatto della «Cosa rossa» (Sinistra democratica, Rifondazione comunista e Verdi) che si astiene, come si astiene anche Modena a colori che invece avrebbe volentieri votato a favore della prima versione. Al contrario la sinistra riformista vota contro l’ordine del giorno della «Cosa rossa» che, pur sfumando la sua posizione, non rinuncia tuttavia alla formula «attivarsi per ottenere la chiusura», ritenuta una discriminante dal resto della maggioranza.
Nel documento approvato è prevista inoltre, da parte del sindaco, la possibilità di istituire subito «un osservatorio, comprendente rappresentanti delle istituzioni locali e dell’associazionismo, col compito di garantire che la gestione del Centro corrisponda ai nuovi requisiti richiesti».
Passa anche l’ordine del giorno di Modena a colori (sul quale la maggioranza si astiene tranne Udeur e Achille Caropreso che votano a favore): il documento,rifiutando la chiusura della struttura,spinge per un coordinamento istituzionale che «superi le barriere burocratiche e paralizzanti delle competenze e crei attorno al Cpt la necessaria solidarietà sociale».
Pollice verso, invece, per tutti gli altri ordini del giorno dell’opposizione, che sul tema si è presentata in ordine sparso: quello della Lega Nord («aumentare l’organico per la sorveglianza »),dell’Udc («Cpt,realtà che deve rimanere») e Forza Italia («ripristinare le espulsioni »).