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CPT Modena - Giovanardi: «Sbagliato far convivere delinquenti e semplici clandestini»

31 ottobre 2007

"E’necessario un colloquio quotidiano fra tutte le istituzioni, mentre i malavitosi devono stare in galera,e non nei Cpt,dove vengono regolarmente rilasciati dopo sessanta giorni per mancata identificazione ».Il presidente della Misericordia Daniele Giovanardi ha scritto una lettera ai consiglieri comunali, presentata ieri dal presidente Ennio Cottafavi all’inizio del dibattito sul Centri di permanenza temporanea. Nella missiva, tra l’altro, si legge: «Per l’ennesima volta abbiamo spiegato a tutti che urge una riforma radicale dei Centri di permanenza,perché non è possibile far convivere negli stessi spazi delinquenti incalliti e semplici clandestini terrorizzati dagli stessi compagni. Non è possibile - continua la lettera di Giovanardi - confinare uomini e donne in ambienti squallidi e miserevoli (perché gli ospiti malavitosi hanno fin dal primo giorno massima cura nello spaccare ogni cosa e in particolare i servizi igienici).
Non bastano la televisione, i film e le riviste ad occupare un tempo che non passa mai, e cresce la rabbia e l’ossessione per il fallimento di un progetto di vita a lungo accarezzato».
Da qui, secondo Giovanardi, discende l’urgenza della «modifica dell’attuale legge per permettere ai clandestini che già lavorano un canale preferenziale per la regolarizzazione e l’inderogabile necessità di un colloquio quotidiano fra tutte le istituzioni: ente gestore, forze dell’ordine, prefettura, associazioni di volontariato, magistratura ».
Poi la richiesta: «Sommessamente proponiamo che i malavitosi sostino in galera sino a quando non riferiscono le loro vere generalità per poter essere rimpatriati». Secondo il presidente della Misericordia, «quando la polizia prende coraggio ed entra in forze nei quartieri ghetto (tipo Braida a Sassuolo) e ferma un gran numero di malavitosi, per la legge italiana non passibili di prigione, li porta nelle nostre strutture e noi non siamo in grado di confrontarci con questa clientela».
Giovanardi, esprimendo la sua soddisfazione per la solidarietà del sindaco Giorgio Pighi alla Misericordia e per la sua disponibilità a formalizzare i rapporti attraverso delle convenzioni scritte, rileva come «se in città tutti ci sono vicini,lo stesso non si può dire per il vasto mondo dei no global: sui siti Internet viene diffusa la notizia che i due infelici sono stati assassinati e sono ricomparse scritte minacciose sui muri rivolte al presidente della Misericordia di Modena».