attualità > rassegna stampa

Sbarchi in calo, ma aumentano le vittime. Dal 1998 si contano 10 mila immigrati morti per raggiungere l’Europa

da SKY life del 29 ottobre 2007

29 ottobre 2007

Meno sbarchi, ma aumentano le vittime - Sbarchi in calo ma morti in aumento. E’ questo il drammatico quadro sull’immigrazione clandestina che interessa l’Italia.
Secondo i dati del Viminale, nei primi otto mesi dell’anno sono approdati nel nostro Paese 12.419 immigrati irregolari contro i 14.511 dello stesso periodo del 2006, quando già si era rilevata una leggera flessione rispetto all’anno precedente. Si tratta di flussi che segnalano un aumento di sbarchi in Sardegna, anche se contenuti (960 nel 2007), rispetto alla rotta principale che resta quella dalla Libia verso Lampedusa.
Tuttavia, a fronte di questa diminuzione, seppur significativa, gli arrivi via mare continuano a registrare un aumento del numero delle vittime.

In Sicilia già 500 vittime - Il rapporto Fortress Europe, che monitorizza gli arrivi nel Mediterraneo, ha stimato che in Sicilia nel 2007 sono morti già 500 migranti, contro i 302 dell’intero 2006. Nel complesso, secondo il rapporto Fortress, nell’anno in corso sono stimate 1.096 vittime nei viaggi verso le coste europee; 99 solo nello scorso mese di settembre.
Nel dettaglio: 43 vittime alle Canarie; 19 al largo di Mayotte; 11 tra Algeria e Andalusia; 13 nel Canale di Sicilia e 10 in Grecia.
Ma è agosto il mese peggiore. Le vittime accertate nel Mediterraneo sono state 243; 61 solo nello stretto di Sicilia. Secondo l’associazione Fortress Europe, le stragi in mare sarebbero favorite anche da alcuni cambiamenti in atto nel business dell’immigrazione clandestina: barche più piccole e meno sicure, la mancanza di scafisti per lasciare a viaggiatori inesperti ogni responsabilità, rotte più lunghe.

Numeri preoccupanti - Dal 1998 si contano 10 mila immigrati morti per raggiungere l’Europa. Un terzo di questi è disperso. Nel canale di Sicilia, sempre secondo il rapporto europeo, tra la Libia, l’Egitto, la Tunisia, Malta e l’Italia sono 2.260 gli immigrati deceduti. Di questi, oltre la metà (1.365) quelli di cui non si sono recuperati i corpi. Altri 64 sono morti navigando dall’Africa verso la Sardegna. Nelle tratte che vanno verso la Spagna da Marocco e Algeria, passando dalle Canarie o attraverso lo stretto di Gibilterra, si contano 3.196 immigrati deceduti. Nel mar Egeo, tra la Turchia e la Grecia, sono 696 gli immigrati morti. Ed infine, gli immigrati affogati nel mare Adriatico risultano 553, di cui la metà dispersi.

Criminalità organizzata - La tratta degli esseri umani è un affare milionario, finora riservato a “gruppi algerini, tunisini, libici e marocchini”, anche se “sempre più spesso emergono gruppi criminali misti che, fungendo da poli multietnici di servizio, riuniscono affiliati di diversa origine, ciascuno capace di gestire flussi di connazionali nel quadro di un progetto criminale più vasto”. Questa l’analisi dei Servizi segreti su quello che gli 007 definiscono “uno dei settori più redditizi della criminalità transnazionale”. Le informative dei Servizi, secondo quanto si legge nell’ultima relazione semestrale sulla politica informativa e della sicurezza, segnalano il “proliferare di organizzazioni delinquenziali dedicate” al traffico di immigrati, “sempre più propense ad estendere il pacchetto dei servizi offerti: non solo il viaggio, ma anche la sistemazione logistica e l’immissione nei circuiti dello sfruttamento”. Secondo l’intelligence, “le mafie nostrane non appaiono sinora direttamente interessate al settore dell’immigrazione clandestina. La gestione della tratta rimanda infatti soprattutto a componenti criminali etniche, che operano in via esclusiva o all’interno di organizzazioni multinazionali”. Tuttavia, “emerge con sempre maggior frequenza il concorso di complici italiani ” che si occupano di falsi documenti e certificazioni di lavoro, truffe all’Inps, riciclaggio.