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Italia-Libia, firmato l’accordo contro i migranti irregolari

La scheda con l’accordo

3 gennaio 2008

Amato: "Così si salveranno molte vite". Previsti pattugliamenti con squadre miste a ridosso delle coste libiche. Il governo italiano si impegna a sostenere con la UE i programmi di cooperazione con la Libia.

Roma - "Quello che oggi si conclude è un lungo e riservato negoziato con la Libia. Sarà ora possibile un pattugliamento con squadre miste a ridosso delle coste libiche, davanti ai porti e alle baie da cui escono le imbarcazione dei trafficanti di uomini. In questo modo sarà possibile contrastare con molta maggiore efficacia questi traffici, salvando molte vite umane e sgominando le bande criminali che li gestiscono". E’ quanto afferma il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, dopo la firma dell’accordo tra Italia-Libia". E’ ciò che è stato fatto sulle coste dell’Albania, azzerando di fatto l’afflusso dei clandestini attraverso quella rotta. Ora sarà possibile farlo anche con la rotta dalla Libia", ha aggiunto il titolare del Viminale.

Il protocollo di cooperazione tra i due Paesi è statao siglato, a Tripoli, dal ministro dell’Interno, Giuliano Amato, e il ministro degli Esteri libico, Abdurrahman Mohamed Shalgam ed è finalizzato a fronteggiare il fenomeno dell’immigrazione clandestina.

In base all’intesa, si legge in una nota del Viminale, le due parti "intensificheranno la collaborazione nella lotta contro le organizzazioni criminali dedite al traffico degli esseri umani e allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina". L’accordo prevede, in particolare, l’organizzazione di pattugliamenti marittimi congiunti davanti alle coste libiche. In questo modo sarà possibile contrastare efficacemente la partenza dei natanti e bloccare il tragico traffico degli esseri umani. Il Governo italiano si impegna, altresì, a "sostenere con l’Unione europea i programmi di cooperazione con la Libia, con particolare riferimento ai controlli sull’immigrazione clandestina".

"L’Italia - ha proseguito Amato - è uno dei maggiori sostenitori di Frontex. Con la Francia siamo il Paese che ha fornito più mezzi per il pattugliamento del Mediterraneo e delle coste atlantiche. Ma ho sempre sostenuto che pattugliare in alto mare è più efficace come soccorso che come deterrente. Perciò - ha continuato Amato - questo accordo è un grande passo in avanti. Siamo grati alle autorità di Tripoli per lo spirito di collaborazione dimostrato. Si confermano i buoni rapporti tra i due Paesi che hanno dato e daranno altri frutti, anche nell’ambito dei programmi dell’Unione europea che noi abbiamo contribuito e contribuiremo ulteriormente ad aprire a Tripoli".

La Scheda
L’accordo firmato a Tripoli prevede che l’Italia e la Libia organizzeranno pattugliamenti marittimi con 6 unità navali cedute temporaneamente dall’Italia. I mezzi imbarcheranno equipaggi misti con personale libico e con personale di polizia italiano per l’attività di addestramento, di formazione, di assistenza e manutenzione dei mezzi.

Pattugliamenti misti coste libiche: Queste unità navali effettueranno le operazioni di controllo, di ricerca e
salvataggio nei luoghi di partenza e di transito delle imbarcazioni dedite al trasporti di immigrati clandestini, sia in acque territoriali libiche che internazionali.
L’Italia si impegna a cooperare con l’Unione Europea per la fornitura, con finanziamento a carico del bilancio comunitario, di un sistema di controllo per le frontiere terrestri e marittime libiche, al fine di fronteggiare il fenomeno dell’immigrazione clandestina, da realizzare secondo le esigenze rappresentate dalla parte libica alla delegazione della missione Frontex.

Da Italia 6 unità navali: L’Italia, inoltre, farà ogni sforzo perché si giunga nel più breve tempo possibile all’adozione dell’Accordo quadro fra l’Unione Europea e la Grande Giamahiria. Per l’esecuzione dell’attività di pattugliamento, il governo italiano si impegna a cedere temporaneamente alla Libia 6 unità navali della Guardia di Finanza, di cui 3 guardacoste classe "Bigliani" e 3 vedette classe "V.5000", per l’esecuzione di attività di pattugliamento.

Al via il comando operativo Interforze: Per garantire una efficace direzione e coordinamento delle attività
addestrative ed operative di pattugliamento marittimo, Italia e Libia "hanno convenuto di istituire, presso una idonea struttura che sarà individuata a cura della Parte libica, per l’intera durata del Protocollo di Cooperazione, un Comando Operativo Interforze", con il compito di: disporre l’attuazione quotidiana delle crociere addestrative e di pattugliamento; individuare, nell’area di pattugliamento, zone di specifico approfondimento, sulla base degli elementi informativi nel frattempo acquisiti; raccogliere le informazioni operative acquisite dalle unità operative; impartire le direttive di servizio necessarie in caso di avvistamento e/o fermo di natanti con clandestini a bordo; svolgere compiti di punto di contatto con le omologhe strutture italiane. In tal senso, l’intesa firmata tra Italia e Libia prevede che il Comando avrà la "facoltà di richiedere l’intervento e/o l’ausilio delle unità navali italiane ordinariamente rischierate presso l’isola di Lampedusa per le attività antiimmigrazione".

Responsabile del menzionato Comando operativo interforze sarà "un qualificato rappresentante designato dalle autorità libiche, che si avvale di un vice comandante, designato dal Governo italiano, anche con compiti di consulenza in favore del comandate del Comando operativo interforze, oltre che di raccordo con le competenti strutture italiane". Al Centro è assegnato personale italiano con compiti di staff in favore del Vice Comandante.