|
||
cittadinanza > Comunicati stampa e appelliDeportazioni di massa di migranti disposte dalle autorità libicheComunicato stampa Arci18 gennaio 2008"L’Italia annulli gli accordi stipulati con la Libia in materia di immigrazione." Il Governo di Tripoli ha annunciato ieri con un comunicato stampa (diffuso dall’agenzia Jana) che “tutti gli immigrati illegali” presenti sul territorio nazionale saranno espulsi “senza eccezioni”. Si tratta, secondo una stima delle autorità libiche, di 2 milioni di persone. Tra questi numerosi richiedenti asilo e rifugiati, provenienti in maggioranza dal Corno d’Africa, donne e minori. Da anni l’Italia e la l’UE “corteggiano” il dittatore libico, per il ruolo di supporto che dovrebbe svolgere nella realizzazione delle politiche restrittive in materia di immigrazione. E, per non deludere le attese, la Libia decide una deportazione di massa senza precedenti nel recente passato. Si compie così una tragedia annunciata, frutto delle scelte di esternalizzazione delle frontiere decise dall’UE e dai suoi Stati membri. Scelte condivise dall’Italia e da questo Governo. Abbiamo più volte denunciato i rischi insiti in queste scelte e nella decisione di collaborare in questa materia con Paesi che, come la Libia, non forniscono alcuna garanzia sul rispetto dei diritti umani e, segnatamente, del diritto d’asilo e sulla tutela delle categorie vulnerabili. Le testimonianze raccolte nel corso dell’estate a Lampedusa confermano il quadro, con racconti di violenze e torture continue ai danni degli immigrati da partesi funzionari libici. Nonostante questo, il Ministro dell’interno Amato ha stipulato il 29 dicembre scorso un accordo di pattugliamento congiunto col Ministro degli Esteri libico Abdurrahman Mohamed Shalgam. Accordo che prevede anche il trasferimento di risorse economiche al Governo di Tripoli. Simili accordi, spacciati come misure di lotta al traffico di essere umani, hanno finora determinato essenzialmente un cambiamento delle rotte migratorie, con i rischi conseguenti: si percorrono rotte più lunghe su imbarcazioni più piccole, sempre più spesso affidate direttamente ai migranti. In sostanza, queste misure determinano l’aumento delle morti di frontiera. I pattugliamenti congiunti e le operazioni di Frontex, infine, impediscono o rendono ancora più pericoloso l’arrivo in Europa non solo dei migranti, ma anche dei richiedenti asilo. Per questo, chiediamo:
Queste richieste saranno oggetto di una lettera che invieremo nella prossime ore al Presidente del Consiglio, ai ministri competenti, ai parlamentari e agli europarlamentari italiani. Roma, 17 gennaio 2008 |
||