Dal 28 gennaio era già possibile registrarsi al sito del Ministero dell’Interno per compilare la domanda di nulla osta per i lavoratori stagionali, la procedurà per la registrazione e per l’invio è identica a quella del decreto flussi per i lavoratori non stagionali.
A partire dalle ore 8:00 del 1° febbraio è possibile inviare le domande dopo essersi registrati collegandosi al sito www.interno.it ed aver preparato la domanda.
La quota prevista dal decreto flussi per lavoro stagionale è di 80.000 unità da ripartire tra le regioni e le province autonome e riguarda:
i lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Serbia, Montenegro, Bosnia-Herzegovina, ex Repubblica Yugoslava di Macedonia, Croazia, India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka e Ucraina;
i lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto, Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria;
i cittadini stranieri non comunitari titolari di permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale negli anni 2005, 2006 o 2007.
La procedura telematica per la compilazione e per l’invio delle domande è identica a quella per le domande relative al decreto flussi 2007.
Manuale per la compilazione
Vedi anche:
Decreto flussi 2008 - Lavoro stagionale
Circolare Ministero dell’Interno del 18 gennaio n.263
Circolare del Ministero della solidarietà sociale n. 2/2008, che stabilisce la ripartizione quote.
Le quote sono così ripartite fra le regioni e le province autonome:
| Valle d’Aosta |
100 |
| Piemonte |
3.600 |
| Lombardia |
3.500 |
| Provincia autonoma di Trento |
3.000 |
| Provincia autonoma di Bolzano |
1.200 |
| Veneto |
6.500 |
| Friuli Venezia Giulia |
750 |
| Liguria |
750 |
| Emilia Romagna |
7.000 |
| Toscana |
3.500 |
| Marche |
1.700 |
| Umbria |
450 |
| Lazio |
7.500 |
| Abruzzo |
4.850 |
| Molise |
550 |
| Campania |
9.500 |
| Puglia |
6.500 |
| Basilicata |
1.250 |
| Calabria |
6.400 |
| Sicilia |
5.500 |
| Sardegna |
750 |
I restanti 5.150 nulla osta restano disponibili presso la Direzione generale dell’immigrazione del Ministero per essere attribuite successivamente in base ad eventuali fabbisogni territoriali.