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Ravenna - Decreto flussi: un primo bilancio sul nuovo sistema telematico

Niente più file, ma molti problemi restano. E c’è chi propone di sorteggiare gli ingressi.

da "Città Meticcia" febbraio/marzo 2008

19 febbraio 2008

In molti ricorderanno le interminabili file per le domande di nulla osta per l’ingresso dei lavoratori stranieri. Davanti alle Direzioni del Lavoro prima, alle Poste in questi ultimi anni, i datori di lavoro, quando non gli stessi lavoratori immigrati già presenti irregolarmente, si parcheggiavano anche con diversi giorni di anticipo resistendo giorno e notte per essere fra i primi a presentare la domanda una volta scattata l’ora x. Per un motivo molto semplice: le quote previste annualmente dai diversi governi sono sempre state notevolmente inferiori rispetto alle domande di nulla osta. Chi prima arriva...

Per il decreto flussi 2007 l’ultimo governo ha messo in piedi un nuovo sistema che servisse almeno a evitare le file: l’invio delle domande solo per via telematica. Qualunque datore di lavoro poteva spedire la domanda attraverso il proprio computer grazie a un apposito programma, oppure poteva avvalersi dell’assistenza dei patronati. All’ora x, questa volta scaglionata in tre giornate, alle ore 8 del 15, 18 e 21 dicembre, gli interessati, dopo aver precaricato le domande, dovevano “semplicemente” cliccare con il mouse per effettuare l’invio.
Effettivamente le interminabili file non ci sono più state, però il sistema ha presentato diverse criticità. Il problema principale rimane comunque a monte. Anche quest’anno le quote sono state notevolmente inferiori alle domande presentate: 170mila posti assegnati a fronte di quasi 700mila domande a livello nazionale. Solo in provincia di Ravenna le domande pervenute allo Sportello unico per l’immigrazione sono state 6.600. Sono in molti, tra cui i sindacati, a chiedere il superamento del sistema delle quote di ingresso. «Non chiediamo un ingresso indiscriminato – sostiene Andrea Mingozzi dell’Anolf-Cisl – Però è necessaria una maggiore flessibilità e quote più vicine alle domande reali. La svolta, comunque, sarebbe la reintroduzione dello sponsor per favorire un regolare incontro fra domanda e offerta di lavoro. Bisogna smetterla con la finzione, con l’ipocrisia della chiamata dall’estero».
Con quote così risicate diventa decisivo il criterio esatto per creare le graduatorie delle domande. Ancora il Ministero queste graduatorie non le ha fornite. Così come non ha ancora ripartito le quote a livello provinciale. Sicuramente verrà seguito l’ordine di presentazione della domanda. Ma ciò comporta già due questioni da risolvere: la quantità di domande presentate nello stesso secondo (dato comunque falsato perché legato molto spesso alla qualità dei computer e ai server, meno precisi delle raccomandate di Poste Italiane); e le domande presentate tramite i patronati.
I patronati, scelti dal governo come partner nell’assistenza dei datori di lavoro, hanno sollevato molte perplessità in quanto la spedizione delle loro domande è avvenuta in maniera scaglionata. «Le domande presentate da noi sono state svantaggiate rispetto a quelle presentate da singoli – spiega Daniela Toschi della Cna – Noi abbiamo seguito 420 imprese, attraverso 20 terminali, e il giorno dell’invio le ultime domande sono partite con diverse ore di ritardo». Considerato il software messo a punto dal Ministero, per dare a tutti i datori di lavoro la stessa chance sarebbe servito un computer per ogni domanda. Cosa evidentemente infattibile. Solo la Cgil ha seguito, a livello provinciale, 1.323 datori di lavoro, circa 400 ciascuno la Uil e la Cisl, oltre un migliaio quelle seguite dalle associazioni di categoria.
L’invio telematico rappresenta comunque un salto di qualità per quanto riguarda i tempi di istruttoria delle domande. Questa volta non si dovrebbero più aspettare i tempi biblici degli anni scorsi. Lo sottolinea anche il vice prefetto aggiunto Maria Rosaria Mancini dello Sportello unico per l’immigrazione di Ravenna: «In questa prima fase il nuovo metodo è sicuramente più efficace. Abbiamo eliminato il cartaceo e ci ritroviamo già con dati disponibili a livello telematico. I tempi dovrebbero essere più rapidi rispetto all’ultimo decreto flussi. Per prime abbiamo esaminato tutte le domande che necessitano di integrazioni. La Questura ha già dato oltre 2300 nulla osta sugli elementi soggettivi che ora devono essere trattati dalla Direzione provinciale del lavoro. Però, effettivamente, c’è un ritardo a monte, che nasce a livello ministeriale, nell’assegnazione delle quote e nella creazione della graduatoria».
Alla fine si torna al problema delle graduatorie, e alla discrasia fra quote disponibili e domande presentate. Se si vuole mantenere questa discrasia, è il metodo più equo quello di seguire l’orario di presentazione delle domande per assegnare le quote? Visto che, alla fine, di una lotteria si tratta, da più parti viene suggerita l’ipotesi di utilizzare il sorteggio delle quote fra le domande presentate. «A questo punto il sorteggio sarebbe molto meglio – sostiene Andrea Mingozzi – Non si creerebbero corse e affanni per l’accaparramento dei posti e potrebbe essere anche il metodo più trasparente».

Francesco Bernabini