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cittadinanza > approfondimenti, resoconti, reportLa Corte dei Conti boccia la procedura dei flussiPubblicata la relazione relativa all’indagine sull’attività di gestione integrata dei flussi di immigrazione2 aprile 2008Con un comunicato del 1 aprile la Corte dei Conti sintetizza alcune delle valutazioni contenute nel rapporto relativo all’indagine sulle attività di gestione dei flussi di immigrazione. Non serviva certo il parere di questo autorevole organo per portare alla luce una situazione che già da tempo gli stessi migranti, le associazioni e quanti si occupano dei fenomeni migratori avevano denunciato. Certo è che il parere della Corte dei Conti è utile a confermare e rimarcare alcuni tra i nodi cardine del fallimento di ogni politica di contenimento dei flussi. Sotto accusa sono sia i tempi riguardanti il copioso iter che dalla domanda di assunzione ed ingresso, dopo il ritiro (forse) del titolo di soggiorno si conclude con l’inserimento lavorativo, passando per il rilascio del nulla osta e appuntamenti vari. La stima parla di tempi di attesa tra i 350 e i 400 giorni. Un’alra valutazione di importante rilievo è quella relativa al sistema dei flussi. Le soluzioni? Alcune hanno a che vedere con il "buon senso", altre con la concezione stessa di "governo dei flussi di persone". Vai alla relazione della Corte dei Conti Il testo del comunicato stampa della Corte dei Conti Sulla lentezza del procedimento ha influito la revisione organizzativa della funzione, realizzata oltre tre anni dopo l’approvazione della legge di riordino, che ha trasferito dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale al Ministero dell’interno le attività di gestione dei flussi. Sono stati così istituiti presso gli U.T.G gli sportelli unici per l’immigrazione, con il ruolo di responsabili “dell’intero procedimento relativo all’assunzione di lavoratori subordinati stranieri”: ruolo che tali uffici non hanno potuto svolgere. La Corte, preso atto che i riscontri sulle concrete attività svolte degli sportelli (che sembrano costituite essenzialmente dal trasferimento all’utenza di informazioni sullo stato delle pratiche) non sono apparsi soddisfacenti, sottolinea l’utilità di riflettere sulle funzioni di tali uffici e raccomanda di valutare se i costi di funzionamento della fitta rete di sportelli possano essere ripagati dall’efficacia dei servizi. La Corte suggerisce di riflettere tra l’altro sulle innovazioni normative concernenti i visti d’ingresso (introdotte per contrastare la clandestinità attraverso l’obbligo per l’immigrato di ritirare il visto presso il Paese di origine) che non hanno prodotto i risultati attesi. La rilevante eccedenza dei nullaosta rilasciati rispetto alle richieste di concessione dei permessi di soggiorno potrebbe far ipotizzare che una quota rilevante di stranieri, per i quali i datori di lavoro hanno presentato le domande di assunzione, possa essere stata indotta, dalla difficoltà di recarsi nei Paesi di origine, a permanere nella clandestinità. |
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