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archivio legislativo > normativa italiana > CircolariCircolare Inps n. 41 del 3 aprile 2008Direzione Centrale Entrate Contributive, Studio e Ricerca per lo Sviluppo delle Attività delle Convenzioni Internazionali3 aprile 2008Ai Dirigenti centrali e periferici Oggetto: Sommario: Come noto, in base al principio di territorialità dell’obbligo assicurativo, il lavoratore extracomunitario occupato in Italia proveniente da uno Stato non comunitario né legato all’Italia da una convenzione di sicurezza sociale deve essere assicurato, ai fini previdenziali, in Italia, secondo le regole generali applicabili ai lavoratori italiani (art. 37 del R.D.L. 4.10.1935, n. 1827- cfr. circolare n. 122 dell’8 luglio 2003). Eccezioni al principio di territorialità sono previste dall’art. 3, comma 8, della legge n. 398/1987, che prevede che il Ministro del Lavoro e della Previdenza sociale può con proprio decreto, emanato di concerto con i Ministri degli Affari Esteri e dell’Economia e Finanze “esonerare dall’obbligo del versamento dei contributi, dovuti alle assicurazioni sociali obbligatorie per i dipendenti stranieri, le imprese straniere appartenenti a Paesi che concedono analogo esonero alle imprese italiane operanti sul loro territorio per i lavoratori italiani alle loro dipendenze”. Per prevenire situazioni di evasione degli obblighi contributivi per i lavoratori extracomunitari in questione il Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale ha definito, insieme alle altre amministrazioni coinvolte, una nuova e più rigorosa prassi applicativa di tale disposizione. Secondo la prassi amministrativa finora seguita, l’esonero dall’adempimento degli obblighi contributivi decorreva dalla data di presentazione della relativa domanda. Il Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale e le altre amministrazioni coinvolte hanno stabilito che, in attesa del decreto di esonero, i datori di lavoro interessati dovranno, comunque, provvedere al versamento degli oneri contributivi per i lavoratori extracomunitari operanti in Italia. Pertanto, il datore di lavoro interessato, per ottenere il rimborso della contribuzione versata in Italia, deve presentare una certificazione proveniente dall’ente assicuratore estero, che attesti l’avvenuto adempimento, nel Paese di provenienza del lavoratore interessato, degli obblighi contributivi per i quali è stato richiesto l’esonero. La certificazione deve rispondere ai requisiti di cui all’articolo 33, comma 2, del D.P.R. 445/2000 (vedi allegato). Si precisa, peraltro, che:
Inoltre, si evidenzia che, essendo in vigore dal 1° gennaio 2007 il Trattato di adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania all’Unione europea (vedi circolare n. 35 del 7 febbraio 2007), per questi due Stati le presenti istruzioni trovano applicazione solo con riferimento a periodi contributivi che si collocano fino al 31 dicembre 2006. Non trovano, invece, applicazione nei confronti dei lavoratori extracomunitari soggetti alla regolamentazione comunitaria di sicurezza sociale in base al regolamento (C.E.) n. 859 del 14 maggio 2003 (vedi, in particolare, la circolare n. 118 del 1° luglio 2003). Infatti, i lavoratori extracomunitari, dipendenti da imprese straniere operanti in Italia, che soddisfano le condizioni previste dal regolamento n. 859/2003 sono assoggettati alla legislazione italiana in base all’articolo 13, paragrafo 2, del regolamento CEE n. 1408 del 14 giugno 1971. Domande di rimborso. A seguito del decreto interministeriale di esonero, i datori di lavoro possono presentare domanda di rimborso delle contribuzioni versate in Italia. Come già detto, le domande possono riguardare solo i periodi assicurativi in relazione ai quali il decreto stesso ha concesso l’esonero. Le domande non possono essere presentate prima che siano decorsi 6 mesi dalla data di pubblicazione del decreto. Verificata la certificazione allegata, le direzioni dell’Istituto provvederanno al rimborso degli oneri assicurativi entro sei mesi dalla data di presentazione della relativa domanda, utilizzando la procedura DM10/VIG e SA/VIG (o EMENS) Retribuzione imponibile. Si precisa che la retribuzione da prendere a riferimento, ai fini del calcolo della contribuzione da versare in pendenza della procedura, è quella prevista dalle vigenti disposizioni in materia di minimale, sia legale che contrattuale, di retribuzione imponibile ai fini previdenziali, in base al settore di impiego del lavoratore in territorio italiano. Pertanto, tale retribuzione va individuata a prescindere dalle retribuzioni dovute ai lavoratori in base al contratto di lavoro loro applicabile nel Paese di provenienza.
Allegato 1 D.P.R. 445/2000 Legalizzazione di firme di atti da e per l’estero |
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