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Francia - Le lotte dei Sans Papiers contro i centri di detenzione non si fermano

Perquisizioni espulsioni non fanno più notizia. Ma il governo fa i conti con la resistenza dei Sans Papiers

da Parigi, Marina Nebbiolo

24 aprile 2008

Regolarmente, dietro i muri dei CRA (Centres de Rétention Administrative) i sans-papiers si organizzano contro la detenzione. Da mesi ci sono rivolte interne, spesso scioperi della fame. La sorveglianza permanente, il turn-over dei detenuti, le pressioni e l’uso della forza poliziesca non sono riusciti a soffocare la collera dei prigionieri che, a partire dallo scorso inverno, hanno manifestato quotidianamente a Vincennes, a Menil-Amelot, a Rennes, e all’interno della zona di attesa dell’aeroporto di Roissy: comunicati-stampa, sciopero della fame, rifiuto di rientrare nelle stanze-celle, rifiuto di presentarsi all’appello e di farsi contare, letti incendiati e anche, all’estremo, tentativi di suicidio e automutilazioni.

La lotta dei san-papiers all’interno dei CRA è stata rilanciata dall’esterno ed ha visto l’insieme dei collettivi e dei militanti reagire di fronte alla moltiplicazione delle rivolte e all’accelerazione quantitativa delle espulsioni. Numerosissime sono le occasioni in cui i migranti si sono organizzati insieme a cittadini che hanno trasformato l’indignazione in aperta protesta resistendo ai rastrellamenti nei quartieri popolari, nelle scuole e nei trasporti pubblici, fino all’intervento diretto negli aeroporti, sugli aerei per evitare le espulsioni. Il rifiuto sistematizzato delle espulsioni è stato possibile grazie alla comunicazione quotidiana con i migranti detenuti nei centri e la presenza nei tribunali delle reti di solidarietà attiva contro i CRA.

Migliaia di persone per settimane, mesi, hanno quotidianamente manifestato davanti ai centri di detenzione per migranti per esigere la libertà dei sans-papiers senza mediazione possibile sulle condizioni più o meno ’umanitarie’ dell’internamento.
All’interno, anche se la repressione è costante e brutale, con trasferimenti ed espulsioni dei sans-papiers individuati come ’leaders’, il movimento continua. Le cammionette dei CRS (corpo speciale anti-sommossa della gendarmeria nazionale) stazionano giorno e notte davanti al CRA di Vincennes che si trova alle porte di Parigi, sono pronti ad intervenire all’esterno e soprattutto all’interno per sedare le fraquenti rivolte. Entrano e costringono i sans-papiers a rinchiudersi nelle proprie celle, in isolamento, eseguono appelli collettivi e perquisizioni fisiche in piena notte nel cortile, con pestaggi individuali e collettivi, uso della pistola taser, vessazioni e minacce per impedire ogni comunicazione con l’esterno, il perimetro del CRA è sorvegliato in permanenza.

Ma i sans-papiers continuano ad organizzarsi e a lottare. Numerosi attivisti sono stati arrestati per aver manifestato il 31 dicembre scorso con dei fuochi d’artificio all’esterno del centro, alcuni per aver tentato di avvicinarsi con lo scopo di comunicare con i detenuti, altri hanno subito perquisizioni o l’incarcerazione ’preventiva’, altri ancora sono in attesa di processo per aver fatto scritte contro i CRA sui muri della stazione metropolitana in prossimità del centro.

Il 27 febbraio quattro passeggeri di un aereo della Royal Air Maroc sono fatti scendere dall’aereo perché si oppongono all’espulsione di due dei sans-papiers originari del Mali in seguito al rastrellamento effettuato all’alba in una delle case-alloggio per lavoratori stranieri di Parigi che ospitava 115 migranti. La tenacia dei passeggeri ha permesso ai sans-papiers di evitare l’espulsione ma non il processo per "ostacolo alla libera circolazione" ai clienti della compagnia aerea marocchina che hanno rifiutato di viaggiare fianco a fianco con i detenuti in manette e imbavagliati. La sequenza si ripete qualche giorno dopo con altri due lavoratori migranti che riescono ed evitare temporaneamente l’espulsione.

Parallelamente i media tacciono, gli articoli si fanno rari e le interviste succinte, notizie di cronaca relegate nelle pagine minori, e reazioni vuote di condanna o denuncia da parte dei giornalisti; da mesi l’informazione ripete che le lotte, interne ed esterne, contro i centri di detenzione per migranti sono estinte, i rastrellamenti nelle case-alloggio per lavoratori migranti sono presentati come ’intervento contro i mercanti di sonno’ ma in realtà quasi tutte le persone identificate vengono rilasciate perché le accuse si rivelano spesso infondate, nessuna notizia però viene comunicata per denunciare fatti che accadono quotidianamente anche sotto gli occhi degli abitanti dei quartieri che sempre più di frequente vivono in diretta l’esperienza dei rastrellamenti negli spazi pubblici e diffusi sul territorio e si mobilitano.

Il governo francese ha deciso di espellere quantità sempre maggiori di migranti, schiaccia e schianta la vita delle persone per poterla sfruttare quotidianamente con la minaccia degli arresti e delle espulsioni, un ricatto per i sans-papiers che lavorano in condizioni penose e sottopagati nei cantieri, nella ristorazione, nei campi e nei servizi, e una pressione straziante pei i migranti che temono la scadenza del rinnovo dei permessi di soggiorno, come negli altri paesi europei.