sans-papiers > contributi e segnalazioni

Decreto Flussi 2007 - Nessuna precedenza alle categorie protette

Si ringrazia Vittorio Di Franco per il contributo

29 aprile 2008

Sia la Costituzione Italiana, che la varia Legislazione in materia di invalidità civile, di handicap e di solidarietà sociale tutelano il diritto alla salute, alla assistenza e alla vita del cittadino in generale, e quello in particolare degli invalidi, dei mutilati, dei portatori di handicap e delle persone anziane ultra 65enni con infermità, soprattutto se vivono soli, abbandonati alla loro solitudine, senza assistenza.

Il decreto flussi immigrazione 2007 per la procedura inerente il lavoro domestico e l’assistenza alla persona, si discosta abbastanza da questa linea direttiva costituzionale e sociale a tutela delle predette persone.

Il decreto flussi è stato approntato col sistema telematico, a guisa di gara o di una corsa sportiva puramente di velocità, nel senso che il concorrente arrivato prima al traguardo in base a un minor tempo impiegato (ora,minuti e secondi) nella trasmissione o meglio dire nella ricezione della domanda (on-line) al S.U.I., si sarebbe classificato ai primi posti in graduatoria, vincendo il cosiddetto premio “nulla osta” per l’entrata in Italia di una persona extracomunitaria “ colf-badante” in base alle quote predeterminate.

Nel caso in questione del lavoro domestico-assistenza, non si è fatta distinzione alcuna dei concorrenti, ponendoli tutti su uno stesso piano e non considerando che alcuni di essi titolari di un diritto alla salute tutelato per legge, o ultra65enni con infermità, potessero avere maggiore esigenza di assistenza e di aiuto domestico rispetto ad altri non titolari, uguagliandoli così alla pari di una azienda o di una ordinaria famiglia con normali esigenze.
Al “datore di lavoro” non è stata data la possibilità di inserire nel modello A della domanda (on-line) il requisito del diritto alla salute o alla assistenza per precarie condizioni di salute, poiché non esisteva un apposito campo o pagina del mod. A  in cui dichiarare la propria invalidità, infermità o handicap.
Ciò ha fatto si che la popolazione degli anziani sempre in maggior aumento per l’allungamento della vita, e coloro appartenenti alle categorie protette, e quindi più bisognosi di aiuto domestico o assistenza alla persona rispetto ad altri, venissero discriminati.
In tal modo è venuta meno la priorità di questi concorrenti, soprattutto se arrivati per ultimo, rispetto ad altri che invece “grazie a Dio” probabilmente non si trovano nella stessa condizione precaria di salute, ma che essendo arrivati per prima in graduatoria (per un minor tempo aleatorio di trasmissione-ricezione) avranno il nulla-osta per un extracomunitario.

Inoltre col sistema telematico è stata unificata la possibilità della richiesta distinta di aiuto domestico (colf) o della assistenza alla persona (badante) facendo confluire tutte le richieste-domande in una sola e unica graduatoria, azzerando ancor più la reale necessità di un concorrente maggiormente bisognoso di aiuto o assistenza rispetto ad un altro con ordinaria esigenza.

Il decreto flussi 2007 nel suo iter-telematico per la formazione della graduatoria per lavoro domestico-assistenza alla persona non ha previsto:

-  né una graduatoria distinta per concorrenti anziani con infermità o titolari di un diritto alla salute-assistenza, al fine di consentire loro una tutela rispetto agli altri concorrenti;
-  né una riserva di quote, da far valere nella unica graduatoria per lavoro domestico e assistenza alla persona, a salvaguardia di detta popolazione protetta;
-  né una precedenza per questa popolazione protetta, rispetto agli altri concorrenti classificatosi ai primi posti in graduatoria, solo per un assurdo criterio di velocità di ricezione telematica della domanda da parte del S.U.I. nella”gara on-line” che esula dalla tutela del diritto alla salute e alla assistenza.

A mio avviso, ritengo l’inoltro telematico della domanda allo stesso modo di una raccomandata inviata per posta, in cui fa fede la data del timbro postale, la quale pur arrivando a destinazione col ritardo di un mese, è nei termini di scadenza a norma di legge.
Se più domande on-line trasmesse tutte nello stesso preciso istante, in ricezione sono arrivate con più o meno ritardo le une dalla altre, questo non è un problema del concorrente, ma dell’Ente che con la procedura del nuovo sistema telematico non ha previsto l’esorbitante affluenza di domande provenienti da tutta Italia nello stesso attimo di tempo orario, che ha mandato in tilt il sistema ingolfandolo.

Inoltre l’enorme quantità di concorrenti è stata favorita dalla semplicità della partecipazione telematica a questo bando-decreto flussi 2007.

Bastava registrarsi al S.U.I di Roma e chiunque anche un ragazzino poteva partecipare per via informatica.
E’ da considerare anche coloro che hanno partecipato per favorire un dipendente extracomunitario già in servizio, al fine di far entrare in Italia ipotetici parenti dello stesso, essendo quest’ultimo disposto a pagare tutte le spese anche quelle dei contributi INPS, in assenza o in attesa di un vero datore di lavoro per il nuovo arrivato (che nel frattempo potrebbe andare a delinquere… inventandosi un lavoro).
Bisogna anche aggiungere quelli che hanno partecipato in mancanza di requisiti, o per virtuosismo telematico per arrivare prima alla gara, e altri ancora per gioco o per quant’altro.
Ci si preoccupa della quantità eccessiva delle domande, ma se si cominciasse a fare una concreta selezione, scartando coloro che non hanno tutti i requisiti o che non offrono determinate garanzie di serietà come datore di lavoro o non necessitano di effettivo e reale aiuto domestico-assistenza, sicuramente le domande verrebbero dimezzate a vantaggio di che ne ha realmente bisogno ed è arrivato per ultimo in graduatoria, non per sua colpa.
In qualsiasi graduatoria di un Ente Pubblico che si rispetti, si tiene sempre conto delle quota riservataria e delle precedenze per le categorie protette, a norma di legge.
Inoltre si sarebbe dovuto tener conto, anche  dello stato familiare in cui vive la persona richiedente il nulla osta per un extracomunitario: distinguendo quel concorrente che vive in famiglia con altri congiunti, da quell’altro che conduce una vita da solo ancor più se ultra65enne con infermità, risultando così più bisognoso di aiuto domestico e di assistenza.
Tale graduatoria per lavoro domestico-assistenza, risulta quindi formulata esclusivamente sul criterio assurdo del minor tempo trascorso per la ricezione della domanda on-line al S.U.I. di Roma, e non tiene conto neanche in subordine, dell’effettiva necessità sociale di assistenza e di aiuto domestico spettante, a chi ne ha diritto e non ha potuto dichiararlo nella domanda. E’ da augurarsi che i nuovi Organi Politici, nonché le Associazioni Socio-Umanitarie e Organizzazioni Sindacali interessate, si adoperino per un provvedimento qualunque esso sia, di sanatoria di quanto ingiusto, incongruente ed illegittimo è risultato, in questo bando-decreto flussi 2007 adottato con procedura telematica.

Di Franco Vittorio