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cittadinanza > approfondimenti, resoconti, report"Documenti, prego" - La politica delle quote di entrata in Franciada Parigi, Marina Nebbiolo30 aprile 2008Il ministro dell’immigrazione francese, Brice Hortefeux, lo scorso 25 febbraio, ha posato la prima pietra del programma politico sulla regolarizzazione dei flussi migratori in rapporto alla tipologia di lavoro e ai paesi di origine. Il progetto del governo Sarkozy sull’immigrazione
si basa sugli accordi di "gestione concertata dei flussi migratori" con i
paesi europei ed extra-europei. Già nel 2006, Sarkozy, all’epoca ministro
dell’Interno, aveva firmato con il governo del Senegal un accordo che
prevedeva un numero chiuso di permessi di soggiorno che la Francia si
impegnava a concedere nel 2008, permessi che danno accesso al soggiorno sul
territorio francese esclusivamente per motivi di lavoro: 200
accessi per "competenza e talento" legati ai settori della ricerca o a
quello
culturale-artistico, 180 permessi come "lavoratori salariati in missione"
dipendenti di imprese senegalesi che stipulano contratti con la Francia,
e 1000 "salariati" in Francia. Non solo i sans-papiers ’invisibili’ denunciano il ricatto del permesso di soggiorno come primo meccanismo di sfruttamento e causa di condizioni intollerabili di vita e di lavoro, anche il mondo dell’impresa ha accolto con evidente scetticismo la politica delle quote di entrata del governo Sarkozy che da una parte dichiara di voler combattere il lavoro nero e dall’altra regolarizza "in via eccezionale" i salariati sans-papiers che lavorano da anni in Francia versando contributi, denunciando "la schizofrenia politico-amministrativa che esercita forti pressioni" sia sui lavoratori migranti che sui datori di lavoro. Infatti, dal 1 luglio 2007,
i datori di lavoro sono tenuti a verificare nelle Prefetture
l’autenticità dei permessi di soggiorno dei lavoratori migranti. Molti
imprenditori si sentono sottoposti ad una stretta sorveglianza perché i
controlli prevedono multe salate. Le reazioni di fastidio e di aperta
critica sono arrivate proprio dopo la prime condanne penali e la prigione
per chi aveva utilizzato e pagato dei ’caporali’ per assumere dei
sans-papiers. Un dato è certo: i licenziamenti dei sans-papiers sono
aumentati. Sempre più numerosi sono i migranti senza permesso di soggiorno
o con dei falsi documenti che si presentano per chiedere aiuto e
informazioni presso le associazioni di solidarietà e le strutture
sindacali, per ora non esistono statistiche ma le denunce dirette dei
migranti e dei cittadini che a diverso titolo vengono coinvolti sono
moltiplicate. L’UMIH, Unione dei Mestieri e delle Industrie Alberghiere, reclama con forza la regolarizzazione dei sans-papiers e si è indignata dell’accusa del presidente Sarkozy durante il discorso ai francesi in televisione della scorsa settimana che li ha accusati di sfruttare e di approfittare del lavoro nero; il primo ministro François Fillon ha poi dichiarato, insieme al ministro dell’immigrazione Brice Hortefeux, che qualche centinaio di domande sarebbero state studiate "caso per caso" ma il sindacato CGT interviene accompagando in prefettura i lavoratori in situazione irregolare anche se hanno una promessa di lavoro in tasca. Moltissimi lavoratori migranti hanno preso la tessera sindacale perché
"non vogliono più nascondersi" ma organizzarsi e mobilitarsi insieme ai
colleghi ’regolari’. Fanno lo stesso lavoro, hanno la stessa busta paga,
lo stesso contratto (assunti con ’papiers’ falsi), il tesserino sanitario,
la dichiarazione di redditi... ma non il permesso di soggiorno. Intanto 46 lavoratori migranti di una società di pulizie a qualche decina di chilometri da Parigi occupano l’azienda dal 15 aprile, i loro capi assicurano che erano all’oscuro della situazione amministrativa dei propri salariati. Mentre i padroni hanno paura a presentarsi in Prefettura per presentare domande di regolarizzazione e licenziano, i sans-papiers sono spinti sempre di più verso la clandestinità. Il mercato dei falsi permessi di soggiorno e dei falsi documenti francesi invece è sempre più prospero. |
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