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Corriere del Trentino - Una provocazione in prima pagina per vincere la paura del diverso

La "trentinità" di chi delinque nei titoli di copertina

26 maggio 2008

Il 22 maggio il quotidiano Corriere del Trentino, allegato del Corriere della Sera nazionale, ha titolato a piena pagina "Prostitute, il boss è di Rovereto" , aggiungendo questo sottotitolo: "Rapina in piazza Dante, presi due trentini."
Poco più giù, nella stessa pagina, ha trovato spazio un breve corsivo dal dal titolo: "Una provocazione" in cui veniva spiegato il perchè della scelta di porre in così grande risalto queste due notizie, andando volontariamente a sottolineare la provenienza delle persone coinvolte nei fatti, tutte trentine.

Il corsivo appare senza firma, segnalando una scelta che ha coinvolto l’intera redazione, e pone l’accento sulla necessità - in un momento in cui il dibattito politico e l’attenzione mediatica strumentalizzano e distorcono spesso la realtà - di pensare un nuovo modo di affrontare le problematiche sociali che attraversano i quartieri, le città, la vita di ogni persona. Spostando lo sguardo "dalle categorie alle persone, ai fatti".

La provocazione - si capisce scambiando alcune battute con alcuni componenti della redazione - è rivolta a chi - partiti e movimenti politici, organi d’informazione - ogni giorno  "cavalca l’irrazionalità", alimentando un crescente senso di insicurezza.

Un semplice ma incisivo richiamo alla realtà, alla correttezza dell’informazione e del dibattito politico.

Questo il corsivo della redazione:
"Il titolo con cui abbiamo deciso di aprire oggi il giornale è una forzatura voluta. Chiediamo scusa ai lettori per questa provocazione (non certa rivolta a loro) che tradisce lo stile di rigore e sobrietà cui si ispira il Corriere del Trentino.
Il dibattito politico è attualmente caratterizzato da strumentalizzazioni e distorsioni della realtà, come ha ben documentato ieri l’editoriale di Gianfranco Cerea. Ci si sofferma più sulle categorie (gli stranieri, gli extracomunitari, i rom, le badanti, i musulmani e così via) che non sulle persone e sui fatti (la criminalità, micro o macro che sia, va contrastata a prescindere dalla nazionalità degli autori).
A chi cavalca l’irrazionalità, dunque, per un giorno mostriamo l’effetto che fa invertendo le parti: abbiamo perciò enfatizzato due fatti di cronaca nera (che altrimenti nella nostra prima pagina avrebbero avuto minor risalto) calcando la mano sulla «trentinità» dei presunti responsabili. E se qualcuno vuole tentare di vincere la paura nei confronti del diverso, ci permettiamo un consiglio: leggendo il titolo, provi a immaginare di essere un trentino onesto emigrato in un Paese straniero per guadagnare poche centinaia di euro con lavori che gli autoctoni non vogliono fare."