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cittadinanza > Comunicati stampa e appelliVenticinque intellettuali europei lanciano un appello contro la Direttiva Rimpatri16 giugno 2008“Facciamo appello ai Parlamentari europei affinché non approvino la direttiva rimpatri che sarà votata dalla plenaria di Strasburgo il prossimo 18 giugno.” L’appello è stato promosso e sottoscritto dagli italiani Moni Ovadia (attore, scrittore), Margherita Hack (astrofisica), Danilo Zolo (giurista e filosofo), Wilma Labate (Regista cinematografica); dai belgi Georges-Henry Beauthier (Avvocato, ex presidente della lega dei diritti dell’uomo), Carine Russo (senatrice, ispiratrice del movimento Les Marches Blanches), Eric Toussaint (docente universitario, presidente del Comitato per la cancellazione del debito pubblico per il paesi del Terzo Mondo), Pierre Mertens (scrittore); dagli spagnoli Marcelino Camacho (sindacalista), Rosa Regàs (scrittrice e ex direttrice della Biblioteca Nacional), Pilar Bardem (attrice), Jaume d’Urgell (giornalista, direttore del periodica democracia.es); dai francesi Susan Giorge (economista scrittice) e i Toure Kunda (band musicale); dai greci Michalis Grigoriou (architetto e professore alla Ionian University), Dimitrios Halastis (artista), Tasos Koronakis, (Greek Social Forum), Yannis Kakoulides, (scrittore), Nadia Valavani (scrittore, economista), Jina Politi (Professore emerito - Aristotle University), Georgios Makris (attore, sceneggiatore); dai portoghesi Jorge Silva Melo (regista cinemagrafico, attore e scrittore) e Luis Moita (vice rettore dell’Autonoma Università di Lisbona). Per sottoscrivere: nodirettivarimpatr@yahoo.it No alla direttiva ripatri! Il 17 giugno a Strasburgo il Parlamento europeo dovrà votare la “direttiva rimpatri”. Il testo già varato dal Consiglio dei Ministri degli Interni dell’UE prevede che la durata della detenzione amministrativa per i migranti irregolari sia estesa fino a 18 mesi: una misura sproporzionata che rappresenta una vera e propria criminalizzazione dei migranti, i quali vengono privati della loro libertà, rinchiusi in luoghi disumani e degradanti, senza aver commesso alcun reato. |
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