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Reggio Emilia - Ai clandestini si vuole negare il diritto di parola

Presidio dell’Ass. Città Migrante contro il pacchetto sicurezza sotto il consiglio comunale

24 giugno 2008

Il Parlamento Europeo approva la Direttiva rimpatri, l’Italia discute il reato di immigrazione clandestina mentre i migranti continuano a perdere la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa.
Lo scorso mese sono morte 112 persone alle porte dell’Europa di cui 102 soltanto nello Stretto di Sicilia (dato di Fortress Europe).
Il 22 giuno scorso è stato trovato il cadavere di un ragazzo iracheno nel porto di Venezia in un tir di una nave proveniente dalla Grecia e il Centro di permanenza temporanea di Torino inaugura con la morte di un giovane ragazzo tunisino.
Di questo si è parlato al presidio di lunedì 23 giugno dell’Associazione Città Migrante.
Chi ha fatto sentire la voce sono stati i sopravissuti. Gli stessi che vengono sfruttati nei posti di lavoro, quelli che con tanta facilità vengono chiamati criminali. Hanno voluto raccontare chi è realmente il clandestino e la linea sottile che esiste fra regolarità ed irregolarità.
E’ stato più volte ribadito:
In realtà l’impianto della Bossi Fini peggiorato dal pacchetto sicurezza è quello di renderci disponibili ad accettare qualsiasi forma di sfruttamento e quindi utili a regolamentare l’intero mercato del lavoro.

Il sit si è svolto sotto al Comune durante il consiglio comunale:
Il 1° maggio scorso, 2000 persone hanno manifestato in città contro una società che inventa i criminali in base al passaporto e costringe all’invisibilità ed alla povertà migliaia di persone. Queste stesse persone hanno chiesto a gran voce un incontro con il sindaco, incontro che fino ad oggi ci è stato negato. A fronte di questo silenzio noi vogliamo parlare ed essere ascoltati

I migranti che si organizzano e che diventano protagonisti nella costruzione del proprio futuro devono essere fermati.
Questa è stata la risposta che le forze dell’ordine- facendosi garanti di politiche ben precise- volevano dare.
Ci sono stati momenti di tensione quando degli agenti si sono scagliati contro alcuni partecipanti per arrestarli perché irregolari.
Nonostante questo hanno deciso di restare e non accetare il silenzio imposto.
La giornata dimostra ancora una volta il protagonismo migrante e la necessità di uscire dall’invisibilità e al silenzio a cui li si vorrebbe costringere.


Leggi il comunicato stampa dell’iniziativa
Leggi il comunicato conclusivo

Ascolta l’intervento di Olesea - Città Migrante - durante la conferenza stampa
Ascolta l’intervento di Baila - Città Migrante
Ascolta l’intervento conclusivo dal presidio