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cittadinanza > approfondimenti, resoconti, reportMilano - Sgomberato ex-stabilimento FS occupato da più di 200 rifugiati27 giugno 2008Mercoledì 25 giugno all’alba sono stati sgomberati più di 200 migranti eritrei, etiopi e sudanesi che occupavano l’ex stabilimento FS di piazzale Lodi in cui vivevano da tempo in condizioni igienico-sanitarie pessime.
Giovedì 26 Giugno 2008: Mercoledì 25 giugno 2008: Anche assistenti sociali hanno accompagnato l’operazione ma emerge comunque poca chiarezza sulla futura sistemazione e condizione di queste persone, soprattutto per coloro che non sono stati accettati nei centri di accoglienza. Un intervento che il vicesindaco Riccardo De Corato descrive nell’ambito di una serie di operazioni svolte in questo periodo nella città di Milano: «segna la fine di una situazione di degrado e insicurezza, in linea con la politica di legalità e accoglienza che stiamo portando avanti sul fronte dell’immigrazione». Tra di loro anche persone con gravi problemi di salute più volte ignorate dalle autorità competenti, tra i più deprecabili, il caso di una donna incinta di nove mesi, non giustamente assistita e tenuta in considerazione dagli ospedali cui si è rivolta, e diversi casi di persone vittime di tortura che, allontanatisi per necessità di sopravvivenza dalla propria terra natia, si ritrovano a vivere in situazioni disumane, gravi e ancor più critiche considerato il passato di torture e persecuzioni che accomuna molti di loro. Dopo il censimento le famiglie e le comunità sono state divise e smistate nei vari centri di accoglienza della città: 37 in via Gorlini, 18 in viale Testi, 21 in via Giorgi, 20 in via Novara, 8 in al dormitorio di viale Ortles. Inoltre i rifugiati presenti nello stabile erano più di 300, e soltanto a 160 di loro è stata data una sistemazione, per tutti quelli che non erano stati censiti poche settimane prima è stato comunicato che per loro non ci sarà soluzione, neanche temporanea, e sono invitati a trovare autonomamente una soluzione in attesa di una risposta da parte del Comune. Molti scoraggiati hanno deciso di lasciare il posto o la città, ma in 74 sono rimasti e si sono fatti censire nuovamente, facendosi assicurare che per il giorno successivo verrà trovata loro una sistemazione. L’appuntamento per loro è per il mattino seguente all’ufficio stranieri di via Barabino 8, specializzato in rifugiati politici, alle ore 10.00 del mattino. Alcuni hanno passato la notte al circolo Arci Bellezza, altri in posti di fortuna in giro per la città come stazione Centrale, cosa molto lontana dal rispetto dei diritti e della dignità umana per queste persone. A proposito della decisione di ospitare per una notte parte di questi ultimi lasciati per strada, il presidente di Arci, Emanuele Patti, ha detto: «È una soluzione temporanea, in attesa che si trovi anche per loro una vera sistemazione». Nella notte la vicenda non si è conclusa: diversi migranti, una volta raggiunti i centri d’accoglienza assegnatogli pochi minuti prima dal Comune, sono stati inspiegabilmente respinti; tra quelli che sono stati costretti ad arrangiarsi per la notte invece, alcuni sono stati sorpresi e picchiati dalle forze dell’ordine mentre dormivano in un parco. L’avvocato Gaia Scovazzi, che assiste una sessantina di loro, dice: «Già a novembre la comunità aveva presentato un esposto in procura per denunciare le condizioni igieniche allucinanti in cui viveva. Ho parlato con i rifugiati a cui non è stata data una sistemazione, se non si troverà una soluzione intendono procedere per vie legali contro il Comune». Proprio in questi giorni l’Alto Commissariato per i Rifugiati ha reso noto un primo documento statistico sui rifugiati e gli sfollati nel 2007 in cui lancia un grido di allarme rispetto ai rifugiati e sfollati sul pianeta, che, come indica l’ONU nel suo rapporto, non avevano mai raggiunto un numero così alto. E a quasi una settimana dalla celebrazione della Giornata Mondiale del Rifugiato alla camera si discute delle restrizioni alla tutela effettiva del diritto d’asilo previste dal nuovo pacchetto sicurezza che prevede già grosse lacune, disposizioni apertamente in violazione delle norme costituzionali, come evidenzia anche l’ASGI, quando in Italia manca ancora del tutto una legge organica in materia di asilo. Aggiornamenti audio:
Rassegna Stampa:
Appelli rivolti a diverse autorità competenti negli scorsi mesi dai Rifugiati Politici e dei Possessori di Protezione Umanitaria che si trovano nella struttura dell’ex- scalo merci “Porta Romana" : 5 novembre 2007: Chiediamo al Sig. Procuratore della Repubblica di volere prendere in considerazione il presente esposto, riguardante la situazione di degrado in cui ci troviamo a vivere. Autorità competenti che continuano a lasciare irrisolto il problema della nostra sistemazione, trascurando, ormai da diverso tempo, nel suddetto disagevole spazio centinaia di persone in possesso dei regolari sopracitati permessi di soggiorno; Chiediamo con urgenza che il Sig. Procuratore della Repubblica voglia, presa visione di questo esposto, considerare il nostro caso al più presto, dal momento che la situazione in cui ci troviamo attualmente è assolutamente inumana e degradante. 14 novembre 2007 Annunciamo che siamo venuti a conoscenza dell’intenzione del Comune di mandarci nei dormitori pubblici che apriranno per il progetto “Emergenza Freddo”. Noi, in qualità di Rifugiati Politici e di Possessori di Protezione Umanitaria, rivendichiamo una soluzione definitiva, che ponga fine al disagio che ormai viviamo da parecchi anni, non limitata ai periodi freddi dell’anno, e che veda inclusi percorsi di inserimento lavorativo e linguistico-culturale. Richiediamo, inoltre, un risarcimento civile al Comune, per il grande delitto che continua a perpetrare, lasciandoci in una situazione alquanto pericolosa, in struttura come quella dell’ex scalo. Vogliamo anche rendere pubblico che, se il Comune ci dovesse obbligare ad accettare la soluzione dei dormitori dell’Emergenza Freddo, ci recheremo presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, per informare della nostra tragica situazione e per richiedere un intervento ed una soluzione immediata. Novembre 2007: We are the spokesmen for about 300 people who have been granted Refugee Status or Humanitarian Protection by the Italian government. We live in Milan, where local authorities, in the last years, have not helped us find safe and dignified living accommodations. From the legal standpoint, many problems arise from the extreme difficulty in obtaining and renewing our Permit to Stay and other important documents (i.e. travel documents) from the Police Immigration Office. At present, we are all living in a former engine-shed, without electricity, and under deplorable and extremely unsanitary conditions that have resulted in serious health problems for some of us. We sleep on the floor with rats, and some of us have developed tuberculosis. |
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