I sottoscritti, in possesso di un Permesso di Soggiorno per Rifugio Politico,
a nome dei Rifugiati Politici e dei Possessori di Protezione Umanitaria,
che si trovano nella struttura in disuso dell’ ex- scalo merci “Porta Romana” di Milano,
annunciamo che
siamo venuti a conoscenza dell’intenzione del Comune di mandarci nei dormitori pubblici che apriranno per il progetto “Emergenza Freddo”.
Comunichiamo che non accetteremo tale proposta, perché non definitiva per il nostro problema; l’Emergenza Freddo propone una sistemazione provvisoria, in differenti dormitori pubblici, per i mesi in cui il freddo rende ancor a più tragica e difficoltosa la vita dei “senza fissa dimora”.
Noi, in qualità di Rifugiati Politici e di Possessori di Protezione Umanitaria, rivendichiamo una soluzione definitiva, che ponga fine al disagio che ormai viviamo da parecchi anni, non limitata ai periodi freddi dell’anno, e che veda inclusi percorsi di inserimento lavorativo e linguistico-culturale.
Ricordiamo inoltre che tanti di noi hanno alle spalle un passato di tortura: richiediamo un’opportuna assistenza psicologica a chi dovesse farne richiesta.
Richiediamo uno spazio in cui non ci siano orari di ingresso e di uscita;
una struttura che sia eleggibile come residenza, essenziale per le procedure burocratiche;
una struttura con adeguati spazi per vivere, per quanto possibile, autonomamente.
Richiediamo, inoltre, un risarcimento civile al Comune, per il grande delitto che continua a perpetrare, lasciandoci in una situazione alquanto pericolosa, in struttura come quella dell’ex scalo.
Già negli anni passati, noi stessi abbiamo cercato di rivendicare i nostri diritti, ed il Comune ha sempre e solo proposto delle risoluzioni parziali, da emergenza.
Per esempio, nel 2006, dopo varie manifestazione ed azioni pubbliche di denuncia, ci siamo recati in Svizzera.
Il Comune, al nostro rientro, ci ha alloggiati in alcune strutture per 6 mesi, con limitati tentativi di inserimento lavorativo e linguistico-culturale; al termine di questo lasso di tempo, ci ha nuovamente abbandonati.
Per questo motivo, non ci è più possibile credere alle parole del Comune.
Chiediamo, pertanto, la costituzione di una Commissione che controlli l’operato del Comune in materia di Rifugio, e che controlli, in particolare, come il Comune utilizza i finanziamenti statali ed europei versati per l’assistenza ai rifugiati.
Vogliamo anche rendere pubblico che, se il Comune ci dovesse obbligare ad accettare la soluzione dei dormitori dell’Emergenza Freddo, ci recheremo presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, per informare della nostra tragica situazione e per richiedere un intervento ed una soluzione immediata.
Richiediamo una soluzione immediata al nostro problema, dal momento che le nostre vite sono ancora in pericolo e in uno stato di timore continuo.
Vi ringraziamo per l’urgenza con cui sicuramente avrete la premura di prendere in considerazione le nostre richieste.
I Rifugiati Politici e con Permesso Umanitario di Corso Lodi
Firme
Aggiornamento costante della situazione :
Mercoledì 25 giugno | Milano - Sgomberato ex-stabilimento FS occupato da più di 200 rifugiati