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cittadinanza > comunicati stampa e appelliLa segretaria nazionale di Opera Nomadi contro la schedatura dei bambini Rom.Comunicato stampa del 01 luglio 2008.2 luglio 2008La risposta di Renata Paolucci, alle affermazioni del Presidente Nazionale di Opera Nomadi che si è detto disponibile a collaborare con il Prefetto di Roma per l’identificazione dei minori Rom sopra i 14 anni.
La segretaria nazionale dell’Opera Nomadi Nazionale e presidente dell’Opera Nomadi di Padova si dissocia dal comportamento del Presidente Nazionale e del Lazio, Massimo Converso che interviene nella schedatura dei Rom e dei Sinti di Roma. La proposta presentata dall’Opera Nomadi al Ministro Ferrero ormai due anni fa, non era un censimento/schedatura ma un’indagine conoscitiva qualitativa e quantitativa, mantenendo l’anonimato, dei Rom e dei Sinti presenti nel territorio, per permettere di conoscere soprattutto il numero dei bambini che evadevano l’obbligo scolastico e, in base a questo, poter avviare progetti di integrazione e scolarizzazione. La schedatura e il rilevamento delle impronte digitali su base etnica degli adulti va contro l’art. 3 della Costituzione Italiana e quella dei minori di 18 anni va contro anche la Convenzione Internazionale dei diritti del Fanciullo ratificata dall’Italia nel 1991. Il rilevamento delle impronte è un atto di violenza e di criminalità istituzionalizzata perpetrata nei confronti degli adulti e bambini che ci riporta al fascismo. Il governo si sta accanendo contro i Rom e i Sinti pretendendo di schedare anche gli stanziali ormai italiani dal 1400. Allarghi allora la schedatura a tutti i bambini gagè perché molti di essi, presenti nel territorio italiano, sono in pericolo e a rischio di devianza (per esempio i figli dei camorristi e i figli dei mafiosi). Sappiamo tutti che nessuno nasce con il pregiudizio (viene trasmesso da padre in figlio), alla cui base sta soprattutto la mancanza di conoscenza; non si riduce solo col buon senso ma, se ci fosse la volontà politica, con messaggi istituzionali forti che permettano alla società maggioritaria una conoscenza più approfondita di queste persone. E, sempre se ci fosse la volontà politica, sarebbe necessaria una riconciliazione nazionale che chiuda le ostilità, che avvii processi e iniziative, che permetta che venga riconosciuta la ricchezza derivante dal dialogo e dallo scambio fra i diversi orizzonti culturali per una ridefinizione degli stessi. Ma ciò non avviene e pensiamo non avverrà mai se continua questa politica. Riguardo i fatti di Verona, ribadiamo, come è già stato da noi dichiarato nell’Audizione presso la Commissione dell’Infanzia della Camera dei Deputati, la condanna contro chiunque sfrutti i deboli: bambini e donne. Chi agisce in questo modo è un delinquente che va perseguito sia esso Rom/Sinto o gagè e i bambini devono essere salvati da situazioni criminali di questo tipo. Prof.ssa Renata Paolucci |
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