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cittadinanza > approfondimenti, resoconti, reportIl Parlamento europeo ferma l’Italia: no alle pratiche discriminatorie contro il popolo romIl governo italiano non ascolta, tra ignoranza e malafede11 luglio 2008Con la sua risoluzione in seduta plenaria del 10 luglio 2008 il Parlamento Europeo “esorta le autorità italiane ad astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori", e dall’utilizzare le impronte digitali già raccolte, in attesa dell’imminente valutazione delle misure previste annunciata dalla Commissione, in quanto ciò costituirebbe chiaramente un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e sull’origine etnica, vietato dall’articolo 14 della CEDU, e per di più un atto di discriminazione tra i cittadini dell’Unione Europea di origine rom e gli altri cittadini, ai quali non viene richiesto di sottoporsi a tali procedure. Le prime dichiarazioni di Maroni e Frattini dopo la dura presa di posizione del Parlamento europeo, esprimono indignazione per il voto espresso da una assemblea democratica che ha votato senza vincoli di partito, una circostanza alla quale evidentemente non sono più abituati, e costituisce un documento impressionante dell’ignoranza e della malafede del ceto di governo al quale la maggioranza degli italiani che hanno partecipato alle ultime elezioni ha affidato il destino del paese. Ignoranza, perché se Maroni e Frattini soltanto avessero letto il contenuto della risoluzione del Parlamento Europeo, che segue altre risoluzioni sui rom che l’Italia non ha mai rispettato, e se conoscessero la giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo e della Corte di giustizia, che sanciscono il divieto di discriminazione, avrebbero dovuto replicare entrando nel merito delle accuse rivolte all’Italia per la schedatura dei rom. Le operazioni di “censimento” dei campi, avviate anche a Roma, malgrado una parziale marcia indietro del Prefetto Mosca sulla questione del rilievo delle impronte ai minori, hanno già prodotto la fuga nella clandestinità di migliaia di rom, comunitari e appartenenti a paesi che non fanno parte dell’Unione Europea, interrompendo percorsi di inserimento sociale e di integrazione che erano costati anni di lavoro alle associazioni e agli enti locali. Frattini ha definito con disprezzo la risoluzione del Parlamento Europeo frutto di una posizione politica, dimenticando che numerosi parlamentari di centrodestra hanno votato la mozione. L’interesse dei nostri ministri sarebbe solo quello “umanitario”, dare una identità a persone che potrebbero costituire un rischio per la sicurezza, ed a minori che potrebbero subire abusi nelle loro famiglie. La fuga nella clandestinità frutto della politica degli sgomberi forzati e dei recenti provvedimenti del governo espone proprio i minori ad ogni genere di rischio, e questo risultato deve pesare proprio sulla coscienza dei politici che ci governano ( e di qualcuno che ci ha governato in passato). Maroni sostiene addirittura che l’Europa seguirà l’esempio dell’Italia e ovunque si deciderà di prendere le impronte alla popolazione Rom. E’ probabile che su questa previsione giochi l’asse che si sta costruendo sulle nuove politiche europee in materia di immigrazione con la Francia di Sarkozy, che vorrebbe addirittura arrivare al prelievo forzato del DNA. Ma Italia e Francia non si illudano perché altri paesi europei hanno già annunciato la loro contrarietà a questo progetto, e le loro posizioni stanno sollevando reazioni durissime nei paesi extraeuropei, con conseguenze ancora inimmaginabili sui rifornimenti di materie prime e quindi sull’intera economia europea. Ignoranti ed in malafede questi ministri italiani, capaci soltanto di accusare di “produrre disinformazione all’estero” quei cittadini e quelle personalità di diversa estrazione che da mesi si battono in Italia ed in Europa per evitare l’adozione di misure di stampo chiaramente discriminatorio su base razziale ed etnica. Ignoranti ed in malafede questi governanti, perché vorrebbero risolvere con misure di polizia, con il contorno delle solite associazioni convenzionate per il lavoro (sporco) di mediazione, un problema che è stato ingigantito da una manipolazione mediatica grazie alla quale hanno vinto le ultime elezioni, e che invece andrebbe affrontato con soluzioni rispettose della dignità e dei diritti fondamentali della persona ( e soprattutto dei minori), come il Parlamento Europeo ricordava agli stati membri in una precedente risoluzione del 31 gennaio. Una risoluzione che in Italia è rimasta lettera morta, e di cui sembra che né Maroni, né Frattini abbiano memoria. Il problema vero è che questa ignoranza e questa malafede si saldano con la cattiva coscienza di chi ha lasciato marcire per anni la situazione dei campi rom, e dell’ingresso dei rom neocomunitari, giungendo alla fine, con i patti per la sicurezza, a porre le premesse dei decreti emergenziali e dell’intero pacchetto sicurezza adottati dal governo Berlusconi. Pacchetto che corrisponde per nove punti su dodici alle misure proposte dal precedente ministro dell’interno Amato, come riconosciuto da un autorevole rappresentante dell’attuale opposizione. La risoluzione del Parlamento Europeo è importante, e potrà costituire un importante precedente per la condanna dell’Italia da parte della Corte di Giustizia e della Corte Europea dei diritti dell’uomo, non appena le misure contenute nel pacchetto sicurezza saranno definitivamente approvate dal parlamento ed applicate dagli apparati di polizia. |
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