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cittadinanza > approfondimenti, resoconti, reportCastelvolturno 19/09/08: Dalla strage alla rivolta. Una ricostruzione. Le parole degli immigrati22 settembre 2008La strage Ieri la strage dentro e fuori una sartoria a Varcaturo. I killer, forse quattro, avrebbero fatto irrruzione con le pettorine della polizia e poi preso a sparare a due mani con pistole e Kalashnikov. Esplosi almeno 120 colpi. La lettura immediata di inquirenti e mass media segue le strade più scontate: una ritorsione legata al traffico della droga e al mondo dello spaccio. Ma c’è anche chi ricorda poco tempo fà l’assassinio del gestore di un lido che si era rifiutato di pagare il pizzo. E l’ipotesi investigativa che un gruppo di fuoco dei clan del casertano abbia scelto una strategia violenta e clamorosa per giocare la propria partita nelle gerarchie e negli indirizzi dell’organizzazione. ’Propaganda armata’ a fronte delle titubanze e del disorientamento dei capi storici pressati dai processi. Una strategia che spingerebbe ad azioni esagerate e sanguinarie. Secondo la testimonianza del fotografo Ansa che è stato sul luogo della strage: ’Qualunque fossero le motivazioni dell’agguato è difficile credere che si sia trattato di assassini mirati per tutti. L’impressione, per le modalità folli della sparatoria, è che se i killer avessero trovato in zona venti persone ne avrebbero ammazzate venti...’. Non tutte le vittime sono dentro la sartoria. Alcune sono in strada, un ragazzo è colpito in macchina, la cintura di sicurezza ancora allacciata... Il Riot Una ricostruzione a partire dai resoconti di antirazzisti del centro sociale ex-canapificio di Caserta, che da anni supportano immigrati e rifugiati che vivono in quest’area e che sono accorsi oggi a Castelvolturno Il corteo di protesta parte nella tarda mattinata. Presto si trasforma in rivolta perchè la rabbia trabocca. Le motivazioni di quest’esplosione stanno sicuramente nell’emozione e nel dolore della strage, ma anche in un insieme complesso di altre componenti. Ma ancora più forte è l’indignazione per un sentimento di discriminazione molto diffuso, che si mescola alla paura e all’incertezza del futuro: tanti temono che passata l’onda della notizia la polizia si dimenticherà della strage. E che l’impunità dei colpevoli fissi il prezzo della vita di un immigrato in questa zona. Non sarebbe la prima volta. Molti qui ricordano la morte di Job Augustine, nigerino, gambizzato nella vicina Giugliano per ’futili motivi’ e deceduto poi in ospedale. Una morte senza colpevoli, come altre morti o sparizioni che a volte non vengono neppure alla luce. ’Appena siamo arrivati - continua Mimma - in tanti gridavano che se fosse morto Berlusconi domani ci sarebbe il colpevole. Invece per sei neri non succederà niente’. Un episodio simile, seppur minore, c’è stato a Napoli un anno fà. Dopo il ferimento alle gambe di due ragazzi immigrati, gambizzati probabilmente per una festa troppo rumorosa (..!!). I loro connazionali si riversarono in piazza bloccando le strade con i cassonetti. Il motivo della protesta stava nell’impressione di inerzia avuta dalla volante della polizia che loro stessi avevano allertato (audio intervista a un immigrato presente). Protagoniste erano le stesse comunità dell’africa occidentale, soprattutto ghanesi e nigeriani. Una frustrazione ancor maggiore perchè il sentimento di insicurezza e di abbandono si combina con la percezione che lo stato italiano sia vessatorio solo quando si occupa del loro diritto di soggiorno. In una parola sola ’razzista’, come il grido che risuona più spesso nella giornata. ’In molti - aggiunge ancora Mimma - denunciano violenze o minacce dai padroni di casa che cercano di cacciare con la forza gli immigrati, perchè temono il sequestro dell’immobile dopo le nuove norme del ’pacchetto sicurezza’. E dicono che spesso i Commissariati di zona si rifiuterebbero di raccogliere le loro denunce, soprattutto se l’immigrato è senza documenti’. Storie diffuse: proprio in queste settimane è venuta fuori quella di Angel, una donna sola con la sua bambina, che è stata picchiata a sangue dal proprietario di casa. Angel sostiene di essere andata dalla polizia con gli abiti ancora sporchi di sangue, ma che si sarebbero rifiutati di raccogliere il suo racconto. In questo mix di rabbia, dolore, furia, indignazione e paura, i blocchi sono andati avanti fino alle dieci di sera. Intanto una delegazione di migranti ha incontrato il sindaco di CastelVolturno. Hanno chiesto la sua mediazione con le altre istituzioni perchè non ci sia impunità, perchè la verità venga a galla e siano valutate tutte le ipotesi, come ad esempio quella ’estorsiva’. Hanno chiesto di riavere quanto prima i corpi delle vittime e di ricevere supporto rispetto all’ondata di azioni aggressive di chi vuole cacciarli dalle case. Il sindaco dal canto suo ha garantito che non avrebbe abbandonato mogli e figli delle vittime (vedremo...). Per domani è annunciato l’arrivo degli ambasciatori, in particolare di quello del Ghana. Un fatto non apprezzato da tutti. Temono che in nome della ’diplomazia’ possa sminuire le ragioni della protesta. Sembra che in passato non abbia dato prova di grande coraggio. Un dimostrante sintetizza così:’il governo italiano deve considerarlo un ottimo scendiletto’. Fonte: Lista "antirazzismo@yahoogroups.com" Puoi vedere online su www.insutv.it/blog: - Videointerviste a Castelvolturno dopo la strage della camorra e la rivolta degli immigrati |
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