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cittadinanza > approfondimenti, resoconti, reportPermesso di soggiorno a punti: proposte leghiste per un razzismo creativo8 ottobre 2008L’ultima uscita della Lega in materia di immigrazione ha qualcosa di sicuramente apprezzabile dal punto di vista della creatività e della fantasia. Però non chiamateli razzisti. L’idea di introdurre referendum sui diritti delle minoranze è per loro solo un tentativo di far funzionare in maniera più sana la democrazia. E non sono certo loro, nessuno di questo governo, ad andare in giro a spaccare il naso ai cinesi o a uccidere a sprangate giovani ragazzi africani per le strade di Milano. Loro non c’entrano proprio nulla. Davvero non ha alcuna colpa chi ci governa (e, a dirla tutta, anche chi ci ha maldestramente governato in precedenza) se il razzismo sembra avere trovato una linfa vitale e una legittimazione collettiva che non aveva dai tempi più bui di questo paese? Ogni legge emanata, ogni decreto, ogni semplice proposta e disegno, ogni commento di ogni singolo politico che ha accesso all’amplificazione mediatica di giornali e televisione, ha un peso nella costruzione e nella decostruzione della società in cui si colloca. I poliziotti picchiatori sono allora solo la rappresentazione legittimata di un controllo sociale violento offerto come unica soluzione ad un’insicurezza che ha origini complesse che nessun politico si sogna davvero di affrontare perché assolutamente sprovvisto di mezzi e capacità per farlo. Ma esistono infinite contraddizioni. La prima e più importante: la società del futuro è già qui. Le seconde generazioni alzano la testa. Non ci stanno più, recriminano ai loro padri di avere troppo a lungo subito. E i punti, a volte, li danno loro, i migranti vecchi e nuovi, come a Milano e a Calstelvolturno, come Emanuel e come i due ragazzi camerunensi di Padova, che hanno trovato voce per giudicare a loro volta i loro ‘punitori’. La seconda contraddizione è quella che il controllo sociale violento da parte delle forze dell’ordine e del governo non riesce più ad essere così selettivo. Certo è che, come sta accadendo a Castelvolturno, in questi casi è molto più facile che si inneschi una guerra tra poveri, secondo il divide et impera da sempre tanto caro a chi detiene il potere. Il razzismo è una macchia ad espansione. Comincia coi neri, finisce coi poveri, riprende con gli invalidi e si conclude con chiunque alzi la testa. C’è un mondo in ebollizione e forse fa bene, la lega, a distrarsi con il gioco dei permessi di soggiorno a punti, inconsapevole o meno ormai poco importa, di quanto stia soffiando sul fuoco.
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