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cittadinanza > approfondimenti, resoconti, reportStop agli ingressi per due anni? Contro la crisi, occorre bloccare gli effetti della Bossi-FiniLa Lega Nord propone lo stop dei "flussi". I migranti vogliono il blocco della Bossi-Fini13 novembre 2008Il prezzo della crisi sulle spalle dei migranti scrivevamo pochi giorni fa sulle pagine di Melting Pot Europa. E proprio poche ore dopo, nel corso della discussione per l’approvazione del Ddl 733, la Lega Nord propone, per affrontare la crisi economica che imperversa anche nel nostro paese, il blocco dei flussi per due anni. Altri emendamenti prevedono l’obbligo di segnalazione, da parte dei medici, di chi non è in regola con il titolo di soggiorno, il pagamento delle cure mediche anche per gli indigenti, se stranieri e l’esclusione dall’assegnazione degli alloggi popolari per chi non ha la residenza da almeno dieci anni. Già i decreto flussi per l’anno in corso, di prossima emanazione, prevede la presa in considerazione delle sole domande presentate lo scorso anno. Ammesso che di procedure di ingresso si possa parlare (il decreto flussi è un momento di regolarizzazione mascherato e le lentezze burocratiche dilazionano ormai di due anni i tempi che intercorrono tra la domanda d’assunzione e la consegna del permesso di soggiorno), emerge con lampante chiarezze come oggi, il nodo della crisi globale sia assolutamente centrale anche nella discussione intorno ai temi dell’immigrazione. Il blocco degli ingressi autorizzati poggia i suoi presupposti sulla fase di recessione e la conseguente chiusura di moltissime aziende che il nostro paese si appresta ad affrontare e che per certi aspetti già ha cominciato a produrre i suoi effetti. Ma proprio la parola flussi, rubata al linguaggio idraulico, è qui a ricordarci come l’idea che ha sempre mosso la previsione dell’autorizzazione all’ingresso, sia legata ad una temporaneità dei fenomeni migratori. Si parla di flussi come a dire che i migranti vengono, scorrono veloci e poi scivoleranno via, a seconda delle condizioni del mercato del lavoro e delle esigenze della produzione. Oggi invece, proprio la crisi, permette di mettere in rilievo come, lungi dall’essere mosse dai richiami del mercato del lavoro, o comunque non specularmente compatibili con questi, le migrazioni sono fenomeni che trasformano profondamente i territori che viviamo, almeno quanto la globalizzazione ne ha plasmato i tempi e e gli spazi. Progetti di vita speranze e radicamento nel territorio dei nuovi cittadini sono nodi con i quali tutti dovranno confrontarsi. E se la crisi economico globale certo, non mancherà di modificare anche le rotte e le spinte dei dei movimenti migratori, a prescindere dal blocco degli ingressi autorizzati, diventerà centrale un’altra grande questione. Occorre bloccare immediatamente la legge Bossi-Fini, il legame tra lavoro e diritto di soggiorno, da sempre precario, da sempre frutto di ricatti e sfruttamento, ed oggi prepotentemente attuale dentro a questo nuovo scenario. Nicola Grigion, Progetto Melting Pot Europa Vedi anche:
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