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cittadinanza > approfondimenti, resoconti, reportVenezia - Ancora una morte al Porto26 marzo 2009Il corpo senza vita di un uomo tra i 30 ed i 35 anni di origine asiatica trovato in un rimorchio che trasportava balle di carta per il macero giunto con un traghetto da Corinto Ancora una morte al Porto di Venezia, ancora una tragedia sulle rotte dell’immigrazione forzatamente "clandestina" (o forse di un legittimo richiedente asilo con la paura di essere ingiustamente respinto?) . Secondo un’agenzia di stampa diramata dall’Ansa nelle prime ore del pomeriggio di giovedì, a fare la scoperta sono stati gli uomini della Guardia di finanza addetti alle verifiche doganali nel porto di Marghera, insospettiti dal cattivo odore proveniente da un semirimorchio. All’interno del mezzo, con targa bulgara, sbarcato dal traghetto greco Hellenic Master giunto da Corinto, è stato scoperto il cadavere di un uomo di circa 30 anni con lineamenti mediorientali. I primi accertamenti della Polizia di frontiera sembrano accreditare l’ipotesi che l’immigrato sia rimasto schiacciato da una delle balle di carta da macero - del peso di circa 6 quintali - trasportate dal camion. La disgrazia si è verosimilmente verificata durante le operazioni di imbarco del mezzo nel porto greco poiché la morte dell’uomo, dai primi accertamenti medici, risalirebbe a circa 48 ore fa. Se quella di Lampedusa è la frontiera dei drammi spettacolarizzati, utilizzata per inasprire il regime di controllo alle frontiere d’Europa, quello di Venezia è invece il confine della disperazione silenziosa, quella che con scadenza ormai regolare rivela come neppure il diritto d’asilo, neppure quello garantito dalle convenzioni internazionali, sia un diritto acquisito. Sulla frontiera del Porto di Venezia (e non solo) vedi anche:
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