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cittadinanza > intervisteBologna - Il Comune acquisterà lo Scalo Migranti, ma di luce e gas non parlaIntervista a Lorenzo Piazza, Assemblea di autogestione Scalo Internazionale Migranti1 dicembre 2003E’ di questi ultimi giorni la notizia che il Comune di Bologna intende acquistare da Trenitalia Spa il Ferrhotel di Via Casarini, uno stabile inutilizzato da anni dove è nato lo Scalo Internazionale Migranti, l’esperienza di occupazione e autogestione di cittadini rumeni avvenuta in conseguenza ad un violento sgombero di baracche lungo il fiume Reno nel settembre 2002. La volontà dell’amministrazione comunale viene annunciata dall’Assessore alla Casa Monaco, lo stesso assessore a cui gli abitanti dello Scalo hanno ripetutamente chiesto di sedersi ad un tavolo per prendere in considerazione le proposte sul futuro dello spazio. Dopo un anno di silenzi e finte aperture, le dichiarazioni dell’assessore sulla stampa locale lasciano interdetti abitanti dello Scalo e assemblea di autogestione dello spazio, un laboratorio di sperimentazione di politiche di accoglienza e di accesso a diritti e servizi realizzata dai movimenti e singoli cittadini. Sconcertante anche la poca chiarezza sul futuro dello spazio, che dovrebbe invece essere disegnato dai desideri e dalle necessità dei cittadini migranti o perlomeno essere allacciato a corrente elettrica e gas. Ma quali sono le reazioni di chi in questo lungo anno senza luce e senza riscaldamento ha sperimantato percorsi di inserimento dei cittadini rumeni nel tessuto sociale della città? Domanda: Il Comune acquiterà lo stabile di Trenitalia Spa, ma del futuro dello Scalo migranti non è dato sapere molto. Quali sono le ipotesi che l’assemblea di autogestione dello Scalo prevede per lo spazio? Risposta: Noi vorremmo innanzitutto proposte precise da parte del Comune e degli enti coinvolti. Finora ci sono state soltanto ipotesi vaghe. A nostro avviso questo posto dovrebbe essere destinato esclusivamente all’accoglienza dei migranti. L’idea di “scalo”, ovvero luogo dove i migranti possano risiedere per periodi di tempo non lunghi in attesa di trovare soluzioni abitative normali, ci sembra una delle soluzioni più utili in questa città. Le ipotesi ventilate a mezzo stampa di ostello per studenti o di albergo popolare non ci sembrano in linea con quella che è stata l’esperienza del posto fino ad ora. R: Dalle dichiarazioni dell’Assessore alla Casa Monaco, il Comune pare più interessato ad acquisire l’immobile piuttosto che risolvere il problema degli abitanti dello Scalo. D: Vorremmo che la trattativa divenisse pubblica e che le ipotesi messe in campo dalle Istituzioni fossero esplicitate in maniera chiara. E’ necessario coinvolgere innnanzitutto le persone che vivono in Via Casarini. Il luogo decisionale resta per noi l’assemblea che si tiene ogni settimana allo Scalo con i cittadini rumeni. D: Dove da un anno sono senza luce e senza gas... R: Questo è un altro punto sul quale pretendiamo chiarezza. Negli incontri informali fatti fino adesso abbiamo sempre chiesto che venissero allacciate le utenze e che venissero ripristinate le condizioni igieniche minime. Abbiamo ricevuto solo vaghe promesse, ma l’allacciamento a luce e riscaldamento restano le condizioni per intraprendere qualsiasi tipo di confronto. D: Al contrario nelle dichiarazioni di Monaco leggiamo che i dodici mesi di comodato gratuito prima del subentro del Comune serviranno a "ripristinare l’ordine". Avete idea di cosa sia previsto? R: E’ proprio quello che vorremo sapere da lui. Per noi questo anno in cui lo stabile viene preso in comodato gratuito dal Comune dobrebbe servire per ripristinare le condizioni minime di vivibilità. |
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